04/08/2011
di Daniele Coltrinari
Residente da tanti anni in via Gradoli, Carlo Maria Mosco, insieme a Luciano Frugoni, Lucio Maria Frizioni e altri abitanti del luogo, ha costituito alla fine del 2009 il “Comitato per la tutela e l’ordine di via Gradoli”. Già alla fine degli anni 70, in occasione dell’assassinio di Aldo Moro, la strada del Municipio XX divenne tristemente famosa, recentemente è tornata alla ribalta con lo scandalo del ex governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Oggi ulteriori polemiche portano di nuovo l’attenzione su questa via lungo la Cassia.
Una sitcom ambientata in via Gradoli e trasmessa sul web, infatti, ha infastidito il Comitato locale: “I trans sono praticamente scomparsi in questa via – dichiara Carlo Maria Mosco – in ogni caso, hanno la nostra solidarietà e comprensione, tutte le persone che vivono un acuto disagio connesso alla scissione tra la percezione psicologica della propria identità sessuale e i propri caratteri sessuali primari. Questa commedia, invece, vede protagonisti dei semplici travestiti, che non patendo affatto di tale disturbo di identità, sfruttano economicamente l’omosessualità repressa dei propri frequentatori”. Per Carlo Maria Mosco è grave, inoltre, speculare sul cattivo nome che si è fatta ormai via Gradoli: “C’è gente che si vergogna a dire che vive qui, oltretutto chi possiede un immobile in questa strada, ha visto deprezzarsi il valore della propria casa del 30-40%”.
Paradossalmente, però, la notizia di una sitcom, per quanto discutibile, può far accendere i riflettori sulle problematiche reali di chi vive in questa zona: monolocali equivoci, cantine dalle quali sono ricavati mini-appartamenti, ora sgombrati dopo il caso Marrazzo. Passeggiando per via Gradoli ti rendi conto che molti aspetti sono differenti rispetto a quello che si racconta: non è la strada dei trans, ma più semplicemente la strada di un’ordinaria storia italiana, quella della mancata applicazione e del rispetto delle più elementari norme edilizie. O almeno presunte.
Forse sarebbe il caso di fare chiarezza, come chiedono il Comitato e i residenti della zona. Troppi misteri ancora irrisolti, dal caso Aldo Moro allo scandalo Marrazzo. Tutto incredibilmente in via Gradoli, dove una sitcom non può rendere giustizia. Ne tanto meno raccontarne la verità.