12/11/2010
di Partito della Rifondazione Comunista - s.e. Circolo di Cerveteri e Ladispoli
“Fermo restando tutte le verifiche di carattere ambientale, le strutture per il lavoro sono sostenibili quando introducono ricchezza di mestieri, di saperi, quando sono fonte delle maggiori garanzie possibili in termini di stabilità economica e di trattamento contrattuale dei lavoratori.”
Recentemente sulla stampa locale sono apparsi due articoli animati da una certa vena polemica che evidentemente non abbiamo nessuna intenzione di raccogliere relativi ad una grande struttura commerciale (28 ettari!) che s’intenderebbe realizzare davanti l’abitato di Cerenova. Non sappiamo a chi intendono rivolgere le loro polemiche gli autori di questi due articoli, ma visto che in parte e in modo abbastanza scorretto e non veritiero, fanno riferimento ad alcune attività che abbiamo effettivamente svolto, a questo punto crediamo sia utile per amore di verità tentare di chiarire i termini della questione.
Intanto ci preme sottolineare che a suo tempo siamo stati i primi, se non quasi gli unici, a salutare sulla stampa l’approvazione della Zona Artigianale semi-industriale di Cerveteri sulla quale manteniamo in modo costruttivo le nostre perplessità circa il ruolo che è stato dato ad un unico soggetto attuatore. Quindi il Circolo del Partito della Rifondazione Comunista è stato sempre favorevole alla zona Artigianale e anzi temendo ritardi per la sua realizzazione critichiamo in questo frangente la scarsa cura e la superficialità con la quale sono stati preparati alcuni atti tecnico-amministrativi.
Inoltre non ci piacciono alcune dubbie operazioni che si vorrebbero compiere sulla connessione stradale che potrebbero compromettere o rallentare ancora la realizzazione del sito produttivo il quale, oltre che agli artigiani e all’indotto, serve alle lavoratrici e ai lavoratori della nostra città.
Per l’appunto, fermo restando tutte le verifiche di carattere ambientale, le strutture per il lavoro sono sostenibili quando introducono ricchezza di mestieri, di saperi, quando sono fonte delle maggiori garanzie possibili in termini di stabilità economica e di trattamento contrattuale delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per quanto riguarda invece il Centro Commerciale di grande dimensione che si intenderebbe realizzare davanti a Cerenova, non abbiamo alcuna difficoltà a dichiarare apertamente ancora una volta (vedi anche www.rifondazionecerveteri.it) la nostra più completa contrarietà alla sua realizzazione.
Insieme ad altre forze politiche locali, fuori dai vincoli di una maggioranza della quale politicamente da tempo non facciano più parte, abbiamo razionalmente analizzato il progetto, preso visione della documentazione presentata a suo tempo dai proponenti inerente la “Richiesta di Assoggettabilità Ambientale”; abbiamo studiato gli atti e nonostante la carenza con cui c’è stata pubblicata la documentazione da parte dell’amministrazione comunale, abbiamo contribuito alla stesura delle osservazioni che sono state inoltrate in Regione Lazio; ci siamo anche costituiti al T.A.R. avverso il ricorso prima intentato e poi ritirato (?!) dai proponenti proprio contro le decisioni che la Regione ha assunto anche grazie alle nostre osservazioni.
Nonostante in comune gli atti non siano stati ancora una volta pubblicati un modo adeguato e quindi non siano stati resi agevolmente trasparenti, abbiamo poi continuato a dare il nostro contributo anche in sede di stesura delle osservazioni su un secondo atto presentato dai proponenti riguardante una “Richiesta di Compatibilità Ambientale”.
Infine ci siamo fatti promotori e sostenitori delle lettere richiamate nei due articoli in questione e che si compongono succintamente in tre semplici istanze che non producono alcun tipo di conflitto e di sfiducia verso le istituzioni locali.
La prima tratta di una richiesta di incontro all’Assessore regionale Ciocchetti e la seconda come previsto dalla legge è una richiesta di audizione all’Ufficio Valutazione d’Impatto Ambientale della Regione Lazio che ha come scopo, tra le altre cose, di ottenere la proroga prevista dalla legge poiché per il difetto di pubblicazione delle carte, le ultime osservazioni sono state elaborate nell’arco di in un giorno e mezzo solamente.
Per inciso evidenziamo che queste due lettere sono state concordate con il gruppo regionale della Federazione della Sinistra di cui il nostro partito fa parte.
La terza lettera è stata rivolta invece al Sindaco e di conseguenza all’amministrazione comunale alla quale si chiede di operare per un esame delle documentazioni presentate dai proponenti che porti all’emissione di un parere significativo sulla questione per rispondere in modo adeguato a quanto è stato richiesto proprio dalla Regione Lazio.
Il tutto è stato fatto per garantire la migliore tutela degli interessi della città in un ambito che è ora tecnicamente e specificatamente è incentrato all’interno di un procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi del D.Lgs. 152/06.
Nella speranza di aver chiarito, sottolineiamo che tali azioni hanno comportato una grande profusione di lavoro per le strutture del nostro Circolo e quindi contrariamente ad altri che non si sa cosa bene cosa abbiano fatto in concreto, con orgoglio pensiamo di far parte della Sinistra che opera per il bene della città e del suo territorio.