15/03/2011
di Barbara Provenzano e Gabriele Giulianelli, istituto comprensivo "Enzo Biagi" di Osteria Nuova
In circa due anni, dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861, nacque, da un’Italia divisa in sette Stati, ovvero il Regno delle due Sicilie, lo Stato della Chiesa, il Granducato di Toscana, il Ducato di Lucca, il Ducato di Massa, il Ducato di Modena e il Regno di Sardegna, il nuovo regno. Questo percorso ha avuto inizio con la vittoria militare degli eserciti franco-piemontesi nel 1859 a Magenta contro gli austriaci e con il contemporaneo e progressivo sfaldarsi dei vari stati che coinvolse le figure di Camillo Benso conte di Cavour, del liberale Giuseppe Mazzini, dei federalisti Vincenzo Gioberti e Carlo Cattaneo, del moderato Cesare Balbo; senza dimenticare però la gioventù ribelle rappresentata da Nino Bixio, i fratelli Cairoli e la Contessa di Castiglione.
Nel meridione si manifestò una qualche resistenza in seguito alla prima guerra d’indipendenza del 1848, e della seconda, nel 1859 in cui il Piemonte, la Liguria, la Sardegna, la Lombardia, la Romagna e la Toscana furono annesse al Regno di Sardegna. Come dimostrarono i nostri connazionali Carlo Pisacane e i fratelli Bandiera, uno sbarco nel meridione era rischioso, ma Garibaldi decise di tentare lo stesso e il 5 Maggio del 1860 salpò da Quarto assieme ai suoi valorosi Mille in camicia rossa per sconfiggere in Sicilia i soldati borbonici. In conseguenza di ciò, Vittorio Emanuele II prese il comando delle truppe e si diresse in Campania per fermare l’avanzata di Garibaldi. Il 26 Ottobre Garibaldi e il re s’incontrarono a Teano dove il generale consegnò al sovrano le terre conquistate. Così dopo l’annessione anche del Lombardo-Veneto e del Lazio il 17 Marzo 1861 Vittorio Emanuele II assume per sé ed i suoi successori il titolo di Re d’Italia,fissando in Torino la sua capitale. Il nuovo Stato non aveva tradizioni politiche univoche ( accanto ad un centro nord con tradizioni comunali e signorili, c’era un mezzogiorno con tradizioni monarchiche fortemente accentrate a Napoli), ma si basava su una nazione culturale di antiche origini che costituiva un forte elemento unitario in tutto il paese, uno Stato che già molto prima dell’unità aveva un’effettiva coscienza nazionale, anche se priva di forma politica.
Tre bandiere tricolore che rappresentano i tre giubilei del 1911, 1961 e 2011, in un collegamento ideale tra le generazioni, costituiscono il logo dell’anniversario che si celebrerà nel 2011. Il messaggio che si deve cogliere nelle celebrazioni dell’unità d’Italia è quello dell’identità e dell’unità nazionale che testimonia l’impegno di valorizzare il territorio nazionale come espressione di realtà e peculiarità di tutte le Regioni che lo compongono. Si deve cioè ricordare il coraggio, il sogno, la gioia e gli ideali che hanno accompagnato i fatti che portarono all’unità d’Italia, per tirarli fuori dai libri di Storia e trasformarli in emozione ancora attuale.