25/01/2011
di redazione
Ha avuto un esito positivo l’incontro avvenuto ieri nella Casa Circondariale di via Aurelia tra la delegazione dell’Osservatorio regionale sulla sanità penitenziaria e i vertici della Asl RmF. Nell’incontro sono stati affrontati tutti gli aspetti operativi della medicina penitenziaria coordinati dall’Azienda Sanitaria e le strategie di intervento che la stessa azienda ha messo in campo negli ultimi mesi per migliorare l’assistenza sanitaria nei due Istituti di pena civitavecchiesi.
Per il Direttore Generale della Asl, Salvatore Squarcione, “i detenuti sono comunque visti come cittadini che hanno eguali diritti di ricevere un’assistenza sanitaria qualificata, pronta ed efficace. Stiamo lavorando anche sul versante della prevenzione, come per TBC, patologie ginecologiche e alimentazione, per intervenire precocemente e dare senso compiuto al concetto prioritario di tutela assistenziale in ambito fisico e ancor prima psicologico. E’ per noi uno sforzo notevole sia per condizioni che per risorse disponibili ma per quanto ci riguarda continueremo a fare il possibile per questa quota di cittadini la cui salute, sia sul piano della promozione che della tutela, è oggi affidato all’intervento delle Asl” .
“L’azione della ASL in questa struttura è risultata importante e significativa – ha commentato al termine dell’incontro Sandro Libianchi, coordinatore della delegazione dell’Osservatorio – la ristrutturazione dell’infermeria interna, l’assegnazione di personale supplementare, l’aumento della medicina specialistica e la copertura nelle 24 ore della guardia medica interna ci hanno ben favorevolmente impressionato.”
L’Osservatorio è stato istituito nel 2009 su proposta del Garante dei diritti dei Detenuti del Lazio per monitorare e supportare gli effetti dell’entrata in vigore della legge 230/99, legge che regola il passaggio della Medicina penitenziaria dal ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale e alle Regioni.
L’organismo consultivo è costituito dal Dirigente Regionale dell’Area programmazione della Rete dei Servizi nell’area dei soggetti deboli; dal rappresentante del Presidente della Regione; dal Garante dei Detenuti della Regione; da un rappresentante del Provveditorato Regionale del Lazio e da uno del Centro per la Giustizia Minorile; da un Esperto di assistenza sanitaria in ambito penitenziario esponente del Forum permanente per la sanità penitenziaria; dai referenti della ASL Roma B (maggiormente rappresentativa per numero di detenuti), Roma D (maggiormente rappresentativa per la presenza di minori) e della ASL di Viterbo (in rappresentanza delle Province) e da un rappresentante delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Fra i suoi compiti quello di “riferire su avvenimenti di interesse sanitario o problematiche insorgenti negli Istituti penitenziari del territorio e nell’area penale esterna e di fornire elementi utili alle azioni volte al miglioramento dell’assistenza sanitaria ai detenuti”.