30/09/2010
di Chiara Bernetti
Quale e che tipo di sito è quello interessato dagli interventi di riqualificazione previsti dal Life Natura “Monti della Tolfa”?
Gli interventi previsti saranno attuati all’interno del territorio della Riserva Naturale Regionale Monterano e, più precisamente, in quell’ambito territoriale inserito nell’Area Protetta con specifica legge regionale n. 62/93 di ampliamento. Si tratta pertanto di un settore di particolare rilevanza naturalistica: al suo interno troviamo la collina di Monte Angiano, nota come collina delle orchidee per il gran numero di specie e di ibridi di orchidacee rilevato dai naturalisti ma importante anche per la fauna invertebrata (lepidotteri= farfalle) e per il fatto di rappresentare uno degli ultimi ambienti di prato-pascolo tipico del Tolfetano, non interessato da “miglioramenti” e quindi particolarmente significativo dal punto di vista ecologico. Questo ambiente è particolarmente significativo anche per l’avifauna, in particolare per i grandi rapaci che la frequentano (nibbio bruno e reale, poiana, biancone). L’altra area particolarmente significativa è quella delle ex cave di Mercareccia, oggi interessate dalla presenza di piccoli specchi d’acqua particolarmente importanti dal punto di vista faunistico (invertebrati, anfibi, rettili e uccelli) tanto da essere entrata in varie liste di zone umide minori di interesse nazionale. Entrambe le aree sono state acquisite al demanio pubblico (regionale e della Riserva Naturale).
Altri interventi saranno attuati all’interno di terreni, sempre di proprietà del demanio pubblico protetto, situati all’interno del SIC “Fiume Mignone Medio Corso” (IT 6030001).
Come si può capire si parla di siti di particolare valore naturalistico, non solo per la Riserva Naturale ma a livello regionale e oltre.
Quali sono le problematiche all’origine di tali interventi?
Più che di problematiche siamo di fronte ad un insieme di “possibilità di valorizzazione” che il progetto Life può implementare a vantaggio dei target naturalistici e dei diversi soggetti portatori d’interesse coinvolti.
Dal punto di vista strettamente naturalistico il progetto nasce dalla constatazione della riduzione degli ambienti umidi disponibili per la fauna anfibia, così come degli ambienti e delle possibilità di alimentazione per i grandi rapaci, della riduzione dei siti per alcune forme di invertebrati (ad esempio coleotteri rari e protetti dalle direttive europee).
Per il resto una problematica di solito particolarmente “impattante” nell’attuazione di progetti di riqualificazione ambientale come il presente è stata superata focalizzando l’attuazione degli interventi su aree di proprietà pubbliche: questa decisione nasce sia dalle previsioni di pianificazione dell’Area Protetta (a partire dal Piano di assetto per giungere al Master Plan generale), sia dalla necessità di evitare percorsi autorizzativi lunghi ed incerti nei confronti di terzi proprietari.
Ci sarà poi da valorizzare ed armonizzare gli interventi con l’uso agro-pastorale del suolo, in particolare con le esigenze dell’allevamento (tradizionalmente svolto allo stato brado), favorendo, oltre che dialogo e concertazione, anche una serie di azioni a sostegno delle attività presenti quali ad esempio il recupero di fontanili e punti-acqua.
Le altre problematiche da affrontare saranno quelle legate alla fase di gestione e a quella di esercizio: in particolare per quanto riguarda gli interventi a carico dei soprassuoli forestali, così come per la realizzazione delle previste infrastrutture, è auspicata la partecipazione di ditte locali alle procedure di affidamento, in armonia con quanto prescritto dalla legge istitutiva della nostra Area Protetta in merito alla promozione socio-economica della collettività locale, con incentivazione della piccola imprenditoria artigianale nell’ottica di “filiera corta”. Altri problemi saranno connessi alle difficoltà di manutenzione delle strutture di fruizione che anche le Aree Protette si trovano ad affrontare per i ben noti problemi di drastici tagli di trasferimenti regionali e statali.
Ultimo ma non per importanza il problema dei vandalismi, realtà purtroppo endemica nel nostro Paese, che comporta ogni anno alle Amministrazioni spese valutate nell’ordine dei milioni di euro.
In che cosa concretamente consistono le azioni che il progetto prevede?
Gli interventi previsti sono molteplici: vanno dall’eliminazione di un piccolo manufatto in località “Mercareccia” con bonifica ambientale e ripristino dell’area interessata, all’attuazione di interventi di riqualificazione e avviamento di aree boscate (con distribuzione della legna retratta agli utenti della locale Università Agraria), dal ripristino di un fontanile (utile per attività agro-pastorali e per le popolazioni di anfibi) e di punti acqua, alla realizzazione di siti per la nidificazione, dalla costruzione di un carnaio per l’alimentazione dei rapaci a strutture per la sosta e la fruizione. Il tutto sarà esplicitato attraverso la produzione di materiale didattico-educativo e di apposita tabellonistica.
Altro intervento significativo sarà realizzato nell’ambito di una proprietà acquistata dalla Riserva Naturale in loc. “Franco”, dove si prevede il recupero e la valorizzazione di una cospicua sorgente con interventi sul soprassuolo e l’ampliamento dell’habitat umido ai fini dell’incremento delle popolazioni di anfibi.
Quali sono gli obiettivi di tali azioni?
La progettazione degli interventi sarà completamente eseguita da personale della Riserva Naturale. Il progetto consentirà di raggiungere diversi obiettivi di specifico interesse istituzionale per un’Area Protetta come la nostra.
Il primo è legato alla conservazione della biodiversità, obiettivo a cui l’ONU ed altri organismi internazionali e nazionali hanno dedicato l’anno in corso. Purtroppo l’insieme di fattori a scala globale (come i cambiamenti climatici) o locale (trasformazioni antropiche degli habitat e scomparsa di ambienti umidi) stanno riducendo, o usando un termine più efficace “erodendo”, la biodiversità giorno dopo giorno. Possiamo immaginare questo concetto come la continua scomparsa di specie animali e vegetali o degli ambienti che le ospitano. La biodiversità è stata definita dagli esperti “l’assicurazione sulla vita dell’Umanità” e queste parole possono essere confermate da tutte quelle popolazioni che vivono su un territorio da cui debbono trarre cibo, alimentazione, acqua e materie prime per costruire manufatti o riscaldarsi. In un’Area Protetta come la nostra la biodiversità costituisce il “capitale” da conservare e mettere a frutto per favorire aspetti di valore economico e sociale come il turismo, l’educazione ambientale permanente, la valorizzazione delle tradizioni, di saperi e sapori locali.
Far sì che determinate specie animali e vegetali possano continuare a popolare la Riserva Naturale è importante non solo per chi a scopo ricreativo la visita per osservare peculiarità naturalistiche e storiche archeologiche, ma anche per i ricercatori che sempre più numerosi, anno dopo anno, frequentano la nostra Area Protetta provenendo da istituti universitari o di ricerca, utilizzandola come vero e proprio laboratorio all’aria aperta.
In questo senso le misure attuate con il Progetto Life si armonizzeranno con quelle in corso di attuazione con altri strumenti di finanziamento (Piani Operativi Regionali, accordi di programma Quadro Regione-Ministero Ambiente) per dare completezza alle finalità di conservazione e sviluppo sostenibile dell’Area Protetta.
In sostanza anche un progetto finalizzato a migliorare la qualità degli habitat per animali minacciati, grandi e belli come i rapaci o assai meno appariscenti come tritoni, rane e salamandrine, può avere significative ricadute sulla collettività locale, nel pieno rispetto della filosofia ispiratrice degli interventi comunitari Life.