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Elezioni, il primo candidato sindaco è Francesco Stefani

22/03/2011

di redazione

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Si chiama Francesco Stefani, 63 anni, laureato in Economia, sposato con due figli ormai grandi. Assessore comunale dal 1983 all’88, poi sindaco per due mandati dal 1993 al 2001. Appassionato di storia e arte, ha redatto, a scopo divulgativo, l’unica ricerca storica completa su Monterano pubblicata nel 1982 e poi ristampata per ben due volte. E’ lui il primo candidato alla carica di sindaco per una lista civica che punta così sull’esperienza di un “capitano di lungo corso”.
Come mai ha scelto di ricandidarsi?
“In Italia, in questi ultimi dieci anni, sono peggiorate tante cose. Le grandi istituzioni sono sorde. Il Governo non pensa alle famiglie che non arrivano alla fine del mese e ai giovani che chiedono di essere istruiti e aiutati a inserirsi nel mondo del lavoro, la Regione vive nel suo fortino e finora l’unica cosa che ha saputo pensare è quella di toglierci l’Ospedale di Bracciano.
A Canale la crisi nazionale è avvertita in modo ancora più forte, ne sono testimonianza le targhe ‘affittasi negozio’ che aumentano. La percentuale di disoccupazione giovanile è altissima. Gli artigiani registrano la diminuzione delle loro commesse, stanno utilizzando a fondo i risparmi personali e, per contro, fanno fatica a trovare credito presso le banche. Molti di loro sono tentati di chiudere ufficialmente l’azienda e iniziare a lavorare in nero per risparmiare imposte e contributi.
Credo che il rinnovamento sociale deve partire dal basso, dai Comuni, che sono le istituzioni più vicine alla gente, dalle associazioni, dalle istituzioni minori. Da qui l’esigenza di impegnarmi nuovamente nel mio paese in risposta alle richieste che mi sono pervenute con un crescendo continuo negli ultimi mesi”.
Quali le priorità di Canale?
“La priorità non può essere che quella di creare localmente opportunità di lavoro nel campo artigianale e turistico. Bisogna sbloccare il Piano Regolatore, approvato già nella mia passata amministrazione e che dorme da tanti anni alla Regione, bisogna completare la zona artigianale, anche questa iniziata sotto la mia precedente gestione e ancora non realizzata.
La nuova risorsa per il nostro paese va ricercata con decisione nel campo turistico, copiando quello che sono riusciti a realizzare tanti piccoli paesi a noi vicini, in Toscana e in Umbria. Canale possiede grandi tesori artistici che dalla fine del secolo scorso si stanno imponendo all’attenzione degli ambienti culturali nazionali e internazionali. Basta citare Monterano, Stigliano, l’Eremo. A tutto ciò si aggiunge un ambiente naturale ottimamente conservato e due ambienti urbani, i centri storici di Canale e Montevirginio, anch’essi restaurati alla fine del secolo scorso”.
Quindi punta decisamente sul turismo.
“Creare un pacchetto lavoro-cultura con grandi benefici in termini di reddito e occupazione è possibile. La cultura ben si concilia con la creazione di lavoro nel campo dell’accoglienza, della ristorazione e del commercio. La rinascita delle Terme di Stigliano, alla quale ho dedicato tanta parte nel mio precedente incarico, non deve rimanere un episodio isolato”.
E poi?
“Un altro settore importante da sostenere, per le ragioni che ho già esposto, è il volontariato nei vari campi: sociale, culturale, ricreativo. I comuni, soprattutto quelli piccoli come il nostro, non possono fare a meno della partecipazione dei cittadini, come singoli e riuniti in associazioni. Nel passato si è fatto ricorso massicciamente all’attività dei volontari, che si sono impegnati nei campi a loro più consoni, non solo nel campo turistico, sportivo e assistenziale, ma anche in altri più specifici, come quello teatrale, religioso, di supporto scolastico, nei servizi e nelle opere pubbliche o nella gestione dei rifiuti. I nostri tempi ci portano inoltre verso settori innovativi, talora in fase di sperimentazione, vale a dire quello delle energie rinnovabili e delle costruzioni ecocompatibili o quello delle nuove tecnologie ormai indispensabili nel campo della comunicazione”.
Quali proposte per la Riserva di Monterano?
“La gestione della Riserva, che copre più di un terzo del territorio comunale, merita un discorso particolare. Nella Riserva Naturale sono conservate le testimonianze della nostra storia e delle nostre tradizioni: l’abitato di Monterano, le tombe e le strade etrusche, le mole, le ferriere, i boschi, i pascoli, i terreni irrigui da orto, Mignone, Bicione, le sorgenti, i ruscelli. Non può essere tutto cancellato in un bosco indistinto e incolto, si perderebbe il nostro passato. La gestione deve prendere spunto da quella dei nostri antenati, che sono riusciti a conservare e a consegnarci un territorio di grande pregio. I boschi vanno coltivati e utilizzati, i pascoli curati, le attività agricole e l’allevamento incoraggiati.
Il personale della Riserva deve fare opera costruttiva e non solo repressiva. Le loro attività principali devono essere l’informazione, l’assistenza e la manutenzione. Gli atti illeciti e i reati dei bracconieri, dei “tombaroli”, dei devastatori vanno repressi e soprattutto prevenuti, dando largo spazio alla corretta fruizione e provvedendo al pronto ripristino delle strutture danneggiate. L’area archeologica monteranese, restaurata e resa visitabile, va valorizzata con la collaborazione scientifica delle università e di altre istituzioni culturali e con l’apporto del volontariato culturale e turistico. È un’importante fonte economica e traino del settore turistico e commerciale.
Obiettivi a breve scadenza in caso di elezione?
“Mettere mano alle piccole cose, ascoltare le nuove esigenze della gente, ricalibrare gli uffici e i servizi comunali a tale fine. Poi iniziare il programma che ho già ricordato”.
Come sarà composta la lista? Giovani e donne che ruolo avranno?
“Considerando la mia età, purtroppo per me, non più giovane, sono pensionato da tre anni, occorre che l’età media della lista sia abbassata con la presenza di tanti giovani, che dovranno essere i protagonisti della successiva amministrazione. Tra questi giovani le donne avranno una parte importante sia per numero che per impegno”.
Crede che in Italia ci sia bisogno di un profondo rinnovamento del modo di pensare la politica e di chi la fa?
“L’Italia sta vivendo una crisi sociale ed economica fortissima che è sotto gli occhi di tutti, anche se la televisione continua a negarla e pensa solo a distrarci con spettacoli di basso livello. C’è tra la gente un grosso desiderio di riscatto che non trova ascolto nei piani alti del potere. Per questo c’è bisogno di un impegno di rinnovamento che parta dal basso, da tutte le persone di buona volontà, soprattutto dai giovani. Una società dove sono represse o affievolite le voci giovanili non può avere un avvenire apprezzabile. Per questo vorrei che la mia nuova esperienza amministrativa possa contribuire a questo fine e sia ricordata per aver portato serenità alla nostra comunità, per aver creato e facilitato occasioni stabili di lavoro artigianale locale, per aver realizzato una rete turistica, culturale e commerciale efficiente. Sono obiettivi ambiziosi che il nostro gruppo si impegna a raggiungere”.


Chi è Francesco Stefani
Francesco Stefani è nato a Canale Monterano nel 1948. È sposato con due figli ormai grandi. Da tre anni è pensionato, dopo aver svolto quaranta anni di lavoro dipendente, prima presso il Ministero del Lavoro, poi presso la Provincia di Viterbo, dove ha ricoperto gli incarichi di dirigente del settore Lavoro e Formazione Professionale prima, e Ambiente ed Energie Rinnovabili dopo.
Ha conseguito la laurea in Economia presso l’Università di Roma, con la specializzazione in Contabilità di Stato e Diritto Amministrativo. Appassionato di storia e arte, ha redatto, a scopo divulgativo, l’unica ricerca storica completa su Monterano, che ha avuto tre edizioni nel 1982, 1988 e 1998.
Fin da giovane ha svolto attività politica nell’allora Partito Comunista, del quale ha poi seguito il percorso e l’evoluzione. È stato più volte amministratore del suo paese. Dal 1983 al 1988 ho ricoperto l’incarico di assessore alle Finanze, provvedendo al riordino dei conti pubblici e al ripiano del deficit.
Nel 1993 è stato eletto sindaco con ampia maggioranza di voti, ed è stato confermato nella carica nel 1997 con una percentuale record dell’88% dei consensi.
Nel suo doppio mandato si è assistito a un completo rinnovamento del paese, con la sistemazione dei centri storici di Canale e Montevirginio, con il restauro della rete idrica e fognaria, l’interramento dei cavi telefonici ed elettrici, la scuola media, il teatro, il restauro dei principali monumenti dell’area archeologica di Monterano, l’acquisto e la sistemazione urbanistica di nuovi spazi pubblici, l’avvio alla ricostruzione delle terme. Inoltre si è provveduto al risanamento delle finanze comunali, all’ordinamento degli uffici, alla completa organizzazione dei servizi come la nettezza urbana e la pubblica illuminazione.
A fine del mandato nel 2001 ha lasciato il Comune in ottima situazione finanziaria e il carico fiscale a carico dei cittadini significativamente ridotto.