13/01/2012
di redazione
Le prossime elezioni amministrative cadono in un periodo particolare della vita del nostro Paese, sconquassato da una crisi economica senza precedenti che si salda con una crisi più generale che rischia di minare le basi della convivenza democratica, con un governo che non è “il nostro governo” e che alcuni vorrebbero usare per imporre riforme neoconservatrici e allo stesso tempo modificare in senso moderato l’asse del sistema politico.
La manovra recentemente approvata e le ipotesi di privatizzazioni, che intendono anche violentare l’esito referendario, sono il segno di questi cambiamenti.
Siamo chiamati tutti ad un compito storico che determinerà la qualità della vita dei prossimi decenni. Sappiamo che dalle crisi come questa o si ha il coraggio di cambiare proponendo più solidarietà e partecipazione oppure l’individualismo produrrà sempre più iniquità, degrado e disperazione.
I Comuni sono i luoghi dove più diretto è il rapporto fra cittadini e Istituzioni e dove più forti si sentono le distanze fra la ‘politica reale’ e le esigenze delle persone. E’ da qui che si deve partire; occorre una riscossa morale ed etica e, insieme, il rilancio della ‘buona politica’ che ponga al centro le giuste priorità: nuovi stili di vita e nuovo modello di sviluppo compatibile con il patrimonio ambientale, solidarietà sociale, politiche per i giovani ed il lavoro; ma anche partecipazione popolare e nuovo protagonismo dei cittadini.
Queste considerazioni ci hanno portato a chiedere ai partiti del centro sinistra, anche a Bracciano, di avvicinarci alla scadenza elettorale attraverso un processo che non è nuovo in Italia, quello delle primarie.
Vi erano tutte le condizioni perché le primarie si potessero svolgere in un clima di concordia e serenità, senza contrapposizioni personalistiche ma mettendo al centro una grande e diffusa discussione sulla visione del futuro di Bracciano e sulle cose da fare.
Insistiamo, in tutta Italia, sulle primarie perché vogliamo avviare un confronto pubblico e trasparente e capace di superare una concezione elitaria e personalistica della politica che è una delle cause del degrado che stiamo vivendo: un processo democratico innanzitutto di costruzione delle priorità programmatiche.
Insistiamo, in tutta Italia, sulle primarie di coalizione perché sono un modello di partecipazione dove gli elettori sono chiamati ad esprimersi non solo per l’individuazione dei futuri candidati ma per responsabilizzare tutti ad esercitare una funzione di controllo diretto sulla politica.
Crediamo che le primarie rafforzino l’alleanza di centro sinistra, sollecitando i partiti a scegliere i candidati migliori.
La nostra proposta, avanzata per tempo ed in tempi non sospetti, è stata fortemente contrastata: il PD ha deciso subito per la riconferma dell’attuale Sindaco, che dichiarava contestualmente la sua indisponibilità a partecipare ad elezioni primarie; gli altri partiti (Rifondazione, Comunisti italiani, IDV, Socialisti, rete dei cittadini, UDC) hanno condiviso.
SEL era ed è rimasto l’unico partito a chiedere le primarie.
Procedere in queste condizioni non avrebbe senso; ci ritroveremmo, insieme alla nostra candidata potenziale – Elena Carone – e ad altri, all’interno di un vortice che tutto sarebbe fuorchè un fecondo confronto di idee: esattamente il contrario di ciò che vogliamo.
Prendiamo dunque atto, con senso di responsabilità, della decisione unanime degli altri partiti del centro sinistra e dell’UDC, e allo stesso tempo ribadiamo con nettezza che la candidatura a primo cittadino e l’insieme della lista dovranno essere legittimati dalla condivisione del programma attraverso un processo di partecipazione democratica, ampia e vera.
Indichiamo alcune priorità che poniamo da subito alla discussione comune:
– un nuovo modello di sviluppo che sia sostenibile e guardi prioritariamente alla “green economy” e alla economia solidale;
– operare per la difesa dei beni comuni e per la gestione pubblica dell’acqua, salvaguardando anche altri servizi essenziali da un processo di privatizzazione sfrenata;
– rilanciare le politiche sociali e costruire “la città dei bambini”;
– aggiornare la politica di gestione dei rifiuti puntando sulla raccolta differenziata spinta e sulla chiusura dell’attuale discarica di Cupinoro rivedendo ruolo ed organizzazione di Bracciano Ambiente;
– tutelare il territorio contro iniziative selvagge come quelle messe in campo dall’attuale governo della Regione Lazio.
Non abbiamo pregiudiziali nei confronti di questo o quel partito o gruppo, ma pretendiamo chiarezza e lealtà: contano l’idea di società che viene proposta, la caratterizzazione del programma e gli obiettivi concreti, e anche credibilità e qualità delle persone.
Su questo si gioca la forza e la qualità della politica di Alleanza Democratica per Bracciano, e la sua stessa esistenza.