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Raccolta firme per salvare il Padre Pio

06/10/2011

di Sarah Panatta

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Dove arriverà la politica silenziosa della Regione, che riesce a eludere una sentenza del Tar mettendo alle strette la sanità locale? Una sanità che collassa abbandonata ad un’auto sussistenza difficoltosa e ai limiti della legalità, privata di risorse e di braccia. Gli stessi dipendenti dell’ospedale Padre Pio di Bracciano, gli attori involontari di una tragedia del ridicolo, costretti a turni massacranti e a lavorare nella precarietà dei mezzi e della sicurezza, hanno appena sottoscritto una lettera provocatoria per richiedere la chiusura del nosocomio. Ma per urlare il disastro e spronare in extremis le cosiddette autorità, parallelamente alle misure drastiche, paradossali di una larga parte del personale del Padre Pio, è partita una raccolta firme per emergere dal baratro e riportare “in chiaro” la situazione dell’ospedale. Per cercare un invisibile, quasi impossibile filo diretto utenti stremati-istituzioni (ancora) sorde.
E’ il cuore di una campagna informativa che il Comitato per la Difesa della Salute Pubblica dell’ospedale Padre Pio di Bracciano sta promuovendo da sabato 1 ottobre, quando si è svolto il presidio di piazza per affrontare faccia a faccia le curiosità e soprattutto i timori dei cittadini. Per ora sono state raccolte circa seicento firme, ma per continuare a suggellare la protesta su “carta” gli abitanti di Anguillara, Bracciano e Manziana possono recarsi direttamente presso l’anagrafe o l’ufficio relazioni con il pubblico del proprio comune, o cercare i banchetti tra gli stand e le bancarelle dei mercati settimanali di Bracciano e di Anguillara.
La raccolta terminerà a fine ottobre culminando il 29 in piazza IV novembre (Bracciano) con una manifestazione pacifica pro diritti, per discutere (non solo) del diritto alla salute. Durante l’evento, “coreografato” dai contributi anche organizzativi degli studenti del Liceo “Ignazio Vian”, sarà possibile intervenire in un dibattito aperto alla popolazione. Dopo incertezze e confusioni la massa si sta muovendo con una nuova coscienza, ormai consapevole del pericolo imminente di una morte irreversibile di una struttura ospedaliera pur nevralgica in una rete di decine di comuni e di circa 200mila residenti. Stridono e lacerano le voci dei dipendenti che hanno simbolicamente chiesto la chiusura, un gesto di rabbia che dovrebbe far discutere ai piani alti, dove ormai il destino del nosocomio sembra invece essere già scritto. Coloro che non accettano la morte per consunzione del Padre Pio stanno ora sostenendo i dipendenti e il comitato, reclamando ancora una bagliore di speranza, di rispetto e di attenzione. Le firme saranno portate sia in Regione sia dinanzi alla Corte del Tar, in occasione della sentenza di merito di novembre.