05/10/2011
di lettera firmata
Per motivi di privacy abbiamo omesso il nome del mittente.
Buongiorno, sono un medico radiologo in servizio presso l’ospedale di Bracciano, uno dei 24 ospedali per i quali il decreto 80 della Regione Lazio stabilisce la riconversione/chiusura (come si fa a definire “riconversione” la chiusura dei reparti di degenza, dei Day Hospital e la trasformazione del Pronto Soccorso in Punto di Prima Assistenza senza peraltro preventivamente istituire alcun rafforzamento dell’assistenza territoriale?).
Vista la completa chiusura al dialogo da parte della Regione Lazio non abbiamo avuto altra strada che quella del ricorso al TAR del Lazio per contrastare un Piano di Riordino della Rete Ospedaliera (il famigerato Decreto 80) a nostro avviso illogico, pericoloso, stilato senza alcuna concertazione né con le Istituzioni locali né con le Organizzazioni Sindacali e , a detta della stessa Commissaria/Governatrice, perfettibile. Il Tar ha stabilito la sospensione del Decreto 80 per l’Ospedale di Bracciano ed il 9 Novembre emetterà la sentenza definitiva.
La Regione Lazio e la Direzione della ASL RMF, lasciando l’Ospedale in una insostenibile situazione di carenza di personale medico e assistenziale, hanno sperato che fossimo noi stessi (gli operatori), per stanchezza e demotivazione, a decretarne la chiusura.
Noi abbiamo cercato di resistere, sottoponendoci a turni massacranti e rinunciando in molti casi anche alla fruizione di ferie estive, nella consapevolezza che la nostra era ed è una battaglia giusta ed importantissima: Bracciano è l’unico Ospedale sede di Pronto Soccorso fra Roma e Viterbo, ha un bacino di utenza di circa 200.000 persone ed in costante crescita visto il fenomeno in atto della de-urbanizzazione, i tempi di percorrenza dalla suddetta area verso i più vicini Ospedali sedi di Pronto Soccorsi sono stimati in non meno di un’ora, non esiste una assistenza territoriale degna di questo nome e i rischi per la salute dei cittadini, derivanti dalla sua chiusura, aumenterebbero considerevolmente.
La nostra non è una battaglia di retroguardia, a difesa di interessi particolari o di piccoli privilegi, sappiamo bene che un riordino della Sanità Pubblica ed un innalzamento della qualità assistenziale sono priorità non più differibili, e siamo qui, e dobbiamo essere qui, a difendere il diritto alla salute, bene primario, di fronte ad un improvvisato, scellerato, deliberato piano di demolizione del Sistema Sanitario Nazionale.
Non siamo contrari ad alcuna novità, siamo contrari all’approssimazione e alla mancanza di programmazione e non sopportiamo l’idea che ad una cattiva politica sia delegata la nostra possibilità di ricevere una adeguata, tempestiva, efficace assistenza sanitaria.
E’ per questo che oggi, provocatoriamente siamo noi stessi, operatori dell’Ospedale di Bracciano, a chiederne a grande maggioranza (278 firme) la chiusura, sapendo bene che continuare a lavorare in condizioni precarie comporta gravi rischi sia per gli assistiti che per gli operatori.
Qui vi allego la lettera di autodenuncia e tutte le firme raccolte.
Grazie dell’attenzione e buona giornata
La lettera dei dipendenti del Padre Pio (file pdf)