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Ospedale. 7.600 firme per salvare il “Padre Pio”

02/11/2011

di redazione

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Ospedale_Bracciano

Una giornata di festa, sensibilizzazione e impegno civico per sostenere la difesa del diritto alla salute nel territorio sabatino. Con oltre 7.600 firme raccolte per chiedere la sopravvivenza dell’ospedale “Padre Pio” di Bracciano, il Comitato Territoriale per la Difesa della Salute Pubblica esprime la propria soddisfazione per la grande partecipazione che si è registrata nella manifestazione di sabato scorso.

Centinaia i cittadini che hanno affollato a partire dal pomeriggio piazza IV novembre, trasformata – grazie all’impegno delle associazioni del territorio – nel cuore della battaglia per la difesa dell’ospedale braccianese, in vista del cruciale pronunciamento del Tar previsto per il prossimo 9 novembre, quando la corte deciderà se mantenere o meno attivo il nosocomio cittadino.

Tante le firme raccolte sabato, che si sono aggiunte a quelle apposte dai cittadini in diversi punti informativi e negozi del territorio (ancora da censire) e che lasciano ben sperare circa il livello di sensibilizzazione della cittadinanza sul tema sanità.
E un altro motivo di soddisfazione è stato il perfetto funzionamento di quella “rete di salvataggio” per il “Padre Pio” che si è costituita grazie alla sinergia del Comitato e delle associazioni del territorio, presenti in forze alla manifestazione di sabato: da Argo e Abc di Anguillara fino a Stella Polare di Bracciano, passando per l’Associaizone Fa.Rò., Scuolambiente e Consulta Politiche Migratorie del Distretto F3, che hanno animato la mobilitazione con il proprio impegno e con stand espositivi. Un network al quale hanno partecipato anche molti commercianti che hanno offerto i propri prodotti per lo stand gastronomico.

La mobilitazione di sabato è stata l’occasione per un proficuo confronto con i referenti istituzionali del territorio: molti, infatti, i sindaci e gli assessori dei diversi comuni interessati che sono intervenuti, ribadendo il proprio impegno per la salvaguardia del “Padre Pio”.
Da sottolineare anche l’impegno dei ragazzi che hanno curato la parte spettacolare dell’iniziativa (con esibizioni musicali di Scream Freedom, White Rappers, PFC Crew) e con la toccante lettura di brani scelti di Don Gallo, Gramsci e Don Ciotti – curata da alcune classi del Liceo Vian – incentrati sul tema della tutela dei diritti e della partecipazione, arricchiti dall’enunciazione del giuramento di Ippocrate, sempre a cura degli studenti.
A impreziosire la festa anche le performance del duo “Tatazim” (composto da Alessandra Sterpa ed Esper Russo) e dei “Rapsodi Smurina” che hanno proposto il proprio repertorio musicale, intrattenendo la piazza.

La mobilitazione non si ferma e per il 9 novembre sono previste nuove iniziative di partecipazione per ribadire l’alto livello di attenzione dei cittadini verso le sorti dell’ospedale “Padre Pio” di Bracciano.

“La raccolta di 7.600 firme raccolte dal comitato territoriale contro la chiusura dell’ospedale Padre Pio di Bracciano fa comprendere quanto l’attenzione resti alta da parte dei cittadini. Non si è infatti mai fermata la mobilitazione da parte dei rappresentanti istituzionali, forze politiche, comitato e associazioni locali per difendere un presidio di sanità pubblica, punto di riferimento per migliaia di persone”. E’ quanto dichiara il capogruppo del Pd della Provincia di Roma, Emiliano Minnucci.

“Guardiamo con ottimismo – prosegue – alla data cruciale del 9 novembre quando il Tar deciderà in merito al mantenimento della struttura, dopo il recente pronunciamento del 21 gennaio che ha gia’ sospeso l’applicazione del decreto della presidente della Regione Lazio, quale commissario ad acta. La Regione ha continuato a raccogliere bocciature, non ultima la decisione del Consiglio di Stato sul Pronto soccorso di Frascati. È ormai chiaro che il Piano di rientro va rivisto. Anche il Consiglio provinciale di Roma con gli atti approvati ha ribadito la posizione nettamente contraria ad un piano scellerato e alla riconversione dell’ospedale Padre Pio, per le funeste conseguenze di un provvedimento che vorrebbe privare il territorio di un ospedale in posizione strategica, mettendo a rischio il diritto all’assistenza sanitaria pubblica di oltre 120 mila cittadini”.

“Va sottolineato che – conclude Minnucci – nonostante la sentenza di sospensione della chiusura del nosocomio, la Regione ha finora, di fatto, ridotto ai minimi termini l’operatività della struttura di Bracciano e dunque a prescindere dalla prossima decisione del Tar, la nostra battaglia continuerà oltre il piano giuridico affinchè il salvataggio dell’ospedale sia sostanziale e non soltanto formale”.