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Asl RmF. Aperto l’Anno Accademico della nuova sede dell’Università La Sapienza

31/10/2011

di redazione

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Oltre mille metri quadrati di aule, locali didattici e servizi, quelli che la Asl RomaF ha messo a disposizione per la nuova sede braccianese della Facoltà di Medicina dell’Università ‘La Sapienza’ , e che sono stati presentati ufficialmente nei giorni scorsi per la cerimonia d’apertura dell’Anno Accademico 2011-12.

Alla presenza del Direttore Generale della Asl, Salvatore Squarcione, del Vescovo della Diocesi di Civitacastellana monsignor Romano Rossi e dell’assessore alla Cultura del Comune di Bracciano Gianpiero Nardelli, il presidente del Corso Adriano Redler, dichiarando ufficialmente aperto il nuovo Anno Accademico, ha espresso la propria viva soddisfazione per la nuova sistemazione “più dignitosa e soprattutto più funzionale agli obiettivi che docenti e discenti, ognuno nei rispettivi ruoli, hanno in animo di raggiungere”.

Con una popolazione studentesca di circa 300 iscritti suddivisi tra le varie annualità dei due corsi di laurea in Scienze infermieristiche e in Fisioterapia, la realtà universitaria di Bracciano si conferma uno dei poli universitari decentrati di maggior richiamo per chi vuole intraprendere una formazione accademica nelle professioni sanitarie.

“L’attenzione che l’Azienda Roma F ha riposto nel mettere a disposizione questi locali per la nuova sede universitaria di Bracciano – ha commentato il Direttore Generale Squarcione – è li a testimoniare quanto la Direzione Aziendale consideri importante questa attività formativa. Ciò nella convinzione profonda che mai come ora la sanità pubblica abbia bisogno di plusvalori. Dunque non si richiede la pura formazione tecnica di base o specialistica per intraprendere una qualsiasi professione sanitaria, bensì una complessiva predisposizione e formazione anche rispetto al rapporto con chi soffre, alla necessità di assicurare dignità ai cittadini che temporaneamente vivono una condizione difficile: la malattia. Se non si assicura la dignità a quanti, con sacrificio, si stanno formando, e se gli allievi a loro volta non interpreteranno con coscienza il proprio ruolo rispettando la dignità delle strutture e dell’istituzione universitaria, come potranno a loro volta tenere in considerazione la dignità dei pazienti a loro affidati? E se non si riconosce dignità agli altri, non la si riconosce neanche a se stessi. Ecco, se si potesse condensare in una parola tutto quello che sto dicendo, quella parola è dignità”.