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Proteste in Consiglio sulla gestione della Bracciano Ambiente

19/09/2011

di Sarah Panatta

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Una breve ma infervorata bagarre sullo status della Bracciano Ambiente. L’evento che ha monopolizzato la prima fase del consiglio comunale straordinario convocato a Bracciano nella mattinata del 15 settembre. All’ordine del giorno la ricostituzione dell’organico della Bracciano Ambiente dopo la recente prematura scomparsa del presidente Alessandro Baroni, e l’approvazione della protesta-proposta sulla manovra finanziaria promossa dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).
Dalle file dell’opposizione immediate le proteste sulle modalità di scelta dei componenti del consiglio di amministrazione della B.A. Da un lato il consigliere Patrizia Riccioni ha sollevato dubbi e contrarietà riguardo la procedura di elezione, avvenuta poi tramite voto a scrutinio segreto (che ha portato alla nomina dell’avvocato Marcello Marchesi, già consigliere B.A., come nuovo presidente e di Pietro Daminato come consigliere d’amministrazione), lamentando il mancato coinvolgimento della minoranza nella determinazione dei candidati. Dall’altro il consigliere Alfredo Massi ha suggerito una rivalutazione delle funzioni e del “progetto” stesso della B.A., divenuta a suo dire “sorta di braccio armato dei servizi sociali”, che avrebbe imboccato una china diretta al fallimento. Riccioni ha richiamato quindi l’attenzione sulla natura economica della società. “Gravissimo – ha commentato – che una S.p.a., che nasce per dare utili, porti ad un semplice pareggio”.
Il sindaco Giuliano Sala ha replicato dicendosi disponibile a un confronto su una futura evoluzione della Bracciano Ambiente, respingendo le accuse di clientelismo avanzate dall’opposizione e rimarcando come sia preciso dovere di un’amministrazione pubblica, stabilito dalla legge, nominare il presidente e due componenti del cda di una società partecipata dall’amministrazione medesima. Sala ha riaffermato l’importanza e la delicatezza del ruolo della B.A. nella sua forma attuale, il cui fine primario, ha continuato, “non dovrebbe essere l’utile” quanto la corretta e virtuosa seppur complessa gestione del sistema del conferimento e del trattamento dei rifiuti, in una zona in cui la mancanza di impianti per lo smaltimento dell’organico sta mettendo in seria difficoltà la discarica di Cupinoro.
Scivolata negli ultimi minuti del consiglio l’adesione, in questo caso unanime, alla protesta dell’ANCI. Il sindaco Sala, che ha scritto al Prefetto per la riconsegna delle sue deleghe di ufficiale di governo, ha spiegato l’obiettivo del gesto simbolico, necessario per comunicare ai cittadini come i tagli ai comuni, “attori fondamentali per lo sviluppo economico del territorio”, siano di fatto tagli ai diritti e come la manovra finanziaria rischia di “strangolare” i servizi pubblici e le risorse indispensabili alle attività quotidiane. Consenso alla protesta è stato accordato dalla minoranza, che ha sottolineato il bisogno di sensibilizzare il governo in un momento così difficile, ma senza speculazioni “di parte”.