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“Fuori” i nomi per il Segretario regionale del Pd

23/01/2012

di Sarah Panatta

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Al via le procedure di selezione ed elezione dei candidati per la carica di Segretario regionale del Partito democratico laziale. Il 22 gennaio, presso l’auditorium comunale, anche a Bracciano si è consumata la prima fase, con le votazioni per la scelta tra i quattro candidati Giovanni Bachelet, Enrico Gasbarra, Marta Leonori, Marco Paciotti. Una votazione tutta “interna” che prevedeva la partecipazione esclusiva degli iscritti al partito. Il 12 febbraio, seconda sessione, sarà invece possibile votare anche ai simpatizzanti non tesserati. Dalla votazione di febbraio emergeranno i tre nomi che con le relative liste (aperte e composte in proporzione ai voti ottenuti dai vari membri) parteciperanno alle primarie del Pd per la nomina del candidato alla presidenza regionale. Pietro Daminato, segretario del circolo del Pd braccianese, ha sottolineato come le primarie siano uno strumento imprescindibile finché la legge elettorale attualmente in vigore (il cosiddetto “Porcellum”) non sarà modificata.
Presenti all’assemblea i rappresentanti di tre dei candidati, dei quali hanno illustrato i rispettivi intenti. Al centro l’impellente necessità di una profonda riorganizzazione del Pd che preveda una più diretta partecipazione del singolo cittadino ai processi decisionali. Bachelet, fisico da molto tempo vicino alla questione della scuola, “bestia nera” del ministro Gelmini, si mette in campo per una riorganizzazione delle fondamenta del partito, con una forte presenza femminile sin dalle liste collegiali. Promettendo di dedicarsi a tempo pieno all’eventuale carica di segretario, rinunciando a tale scopo al proprio seggio di deputato e alla candidatura alle prossime politiche. Dal canto suo Marta Leonori si propone come faccia fresca, pulita e seria, esperta nonostante la giovane età. Anche per Leonori punti fondamentali devono essere il rapporto stretto del partito con i circoli, il protagonismo degli iscritti e d’altra parte un ribaltamento della politica dei vertici. Dal personalismo al servizio per la collettività. Per deviare alcuni comportamenti e rivoluzionare la mentalità “feudale” che spesso affligge e penalizza l’attività non solo locale del partito. Anche secondo Gasbarra la trasformazione dei meccanismi interni della macchina-partito è vitale. Essenziale per il Pd rappresentare una platea più ampia, partendo dalla base, dalla questione dei circoli e del coinvolgimento dei cittadini, per scardinare i difetti dell’amministrazione regionale. Importante anche la preparazione dei candidati, che devono ricevere una formazione coerente e completa, fornita dallo stesso partito, come fucina di idee. Problematiche, quelle affioranti dall’assemblea, che lambiscono anche il vero nodo caldo della politica braccianese. Le elezioni amministrative di maggio, che dovranno scatenare, ha suggerito Daminato, un “impegno straordinario di tutti i militanti” del partito, per avvicinare la popolazione e dare sostegno al candidato, ufficiosamente il sindaco in carica Giuliano Sala.