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I Comitati di Quartiere sono una necessità

30/06/2011

di Benedetto Titocci

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Credo che l’Amministrazione comunale non possa più rimandare gli impegni presi sullo sviluppo ecosostenibile con l’adesione ad Agenda 21 locale, non ultimo il problema del federalismo comunale, che di fatto taglia i fondi agli Enti locali con la conseguente necessità di amministrare in modo concertativi, consultando i cittadini riuniti in aggregazioni democratiche riconosciute dallo Statuto Comunale e già regolamentate (come prevede l’art. 8 del D.Lgs. 267 del 2000).
E’ fondamentale individuare su tutto il territorio punti di aggregazione, dove i cittadini – con pareri e proposte – daranno vita a quella democrazia partecipata indispensabile a questo nostro paese, problema questo reso ancora più urgente dalla forte immigrazione, che negli ultimi 40 anni ha fatto lievitare il numero degli abitanti dai circa 5 mila a 20 mila residenti.
L’Amministrazione Minnucci (2004 – 2009) – sensibile a questo progetto democratico e dovendo iniziare la raccolta dei rifiuti porta a porta – con la delibera di Giunta n.328 del 22 novembre 2005 ha incaricato l’ufficio Ambiente e Sviluppo Sostenibile di dividere il territorio comunale in zone omogenee dove poi risultassero altrettanti quartieri.
Nel dividere il territorio si è preso atto di alcune realtà, come l’esistenza in alcune zone di consorzi già esistenti – da qui la volontà dei cittadini di restare “uniti” – considerano il loro territorio già un “quartiere”; e le diverse realtà logistiche, che hanno interessi ed esigenze comuni nella propria località di residenza.
Bisogna ricordare, inoltre, che la divisione è stata realizzata utilizzando quasi esclusivamente i confini naturali come strade, fiumi, fossi, laghi e paesi adiacenti. La conclusione di tutto questo lavoro ha portato ad identificare 20 zone (quartieri). Il progetto è stato poi approvato con delibera di Giunta n.163 del 6 giugno 2006, quindi, é stata aperta la discussione fra i cittadini tramite le assemblee di quartiere, dove i partecipanti hanno preso atto del progetto dandone parere favorevole.
Le eventuali modifiche al progetto dovrebbero essere concordate con i cittadini, perché è necessario ricordare che questi organismi sono strutture a base volontarie, apartitiche, senza scopo di lucro e devono autogestirsi economicamente. Bisogna dire, altresì, che l’Amministrazione in questa fase deve solo dare gli indirizzi e gli strumenti, vigilando che tutto avvenga come previsto dal regolamento dei quartieri con libere elezioni da svolgere in luoghi pubblici. Per completare il progetto è necessario riprendere l’iter amministrativo interrotto con la fine anticipata della consiliatura Minnucci.