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Scuola. Intervista al consigliere delegato Maria Rosaria Botti

20/12/2011

di redazione

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Consigliere Botti, in questi giorni si discute molto di scuola. Quali sono i problemi per gli istituti di Anguillara?
“La scuola pubblica italiana già da alcuni anni è stata considerata solo come una fonte di risparmio per le casse statali e quindi noi, studenti, genitori, docenti e tutti gli addetti alla scuola, ci troviamo a districarci tra difficoltà e riforme sempre tendenti al risparmio, che ci obbligano ad una continua corsa ad ostacoli.
L’ultima novità, o meglio l’ultimo macigno sulla nostra strada, è la legge 98/ 2011, che prevede la costituzione di Istituti Comprensivi, con la conseguente perdita dell’autonomia per le istituzioni scolastiche che siano formate solo da classi di Scuola dell’Infanzia e Primaria o solo da classi di Scuola Secondaria di I grado.
Gli Istituti Comprensivi, costituiti, quindi, da Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado, debbono avere un numero minimo di alunni corrispondente a 1000 unità.
Da questa norma, prevista non a caso nella Legge Finanziaria, e varata durante l’estate dal precedente governo,derivano azioni richieste a Regioni, Provincie, Comuni, che dovrebbero tendere ad una ‘razionalizzazione’ della rete scolastica”.
E questo ovviamente vale anche per Anguillara…
“Certo, anche il nostro territorio è coinvolto in questa operazione di nuovo dimensionamento scolastico. Infatti ad Anguillara sono presenti due Istituzioni Scolastiche: un Istituto Comprensivo, con circa 1260 alunni, e un Circolo Didattico, con circa 800 alunni. Entrambe le Istituzioni hanno svolto bene il loro compito educativo e didattico, arricchendo sempre più l’offerta formativa proposta ad alunni e famiglie.
Entrambe tendono a mantenere gli equilibri che hanno permesso tali risultati.
L’Istituto Comprensivo ha, quindi, chiesto che non fosse messa in discussione la propria integrità, in quanto questa istituzione rispetta già entrambi i parametri previsti dalla nuova legge, mentre il Circolo Didattico ha chiesto un riequilibrio nel numero degli alunni a livello comunale e l’attivazione anche del livello di Scuola Secondaria di I grado. Entrambe le Istituzioni considerano complicata la gestione di un’Istituzione eventualmente derivante dall’accorpamento delle due scuole e tali sono stati i pareri consultivi presentati dai Consiglio di Istituto e di Circolo all’Amministrazione Comunale”.
Quindi il Comune come si è mosso?
“La Giunta Comunale, che era l’organo delegato a deliberare sulla scelta più opportuna da compiere, ha approfondito la problematica con grande senso di responsabilità, considerando che compito degli Amministratori è salvaguardare gli interessi di tutta la cittadinanza, o del maggior numero possibile di cittadini. Sono state vagliate, anche con l’apporto dei pareri tecnici degli impiegati comunali competenti su tali tematiche, tutte le possibilità, considerando per ognuna costi e benefici, calcolando soprattutto vantaggi e svantaggi per gli utenti della scuola, e poi per i lavoratori e gli addetti a tutti i livelli.
Si è considerato che un’operazione esclusivamente numerica tesa alla formazione di due Istituti Comprensivi avrebbe portato ad una divisione del numero degli alunni, facendo diminuire il numero delle classi dell’Istituto Comprensivo già esistente, con conseguenze negative per l’organizzazione didattica del livello della Scuola Secondaria di I grado. Tali conseguenze negative sarebbero ricadute sugli alunni e sulle famiglie: molte cattedre complete si sarebbero trasformate in ‘spezzoni’ orari, con perdita dei docenti di ruolo e perdita della continuità didattica per un numero considerevole di alunni. A questo si deve aggiungere la situazione assolutamente particolare che sta vivendo il Comune di Anguillara dal punto di vista finanziario.
Per una situazione debitoria, derivante da un contenzioso legale iniziato più di trent’anni fa, l’Amministrazione non può essere in grado, per alcuni anni, di investire non solo in nuove strutture scolastiche, ma neanche in adeguamenti di quelle esistenti. Questa situazione rende difficili anche interventi di spesa contenuti per la riorganizzazione degli alunni negli edifici esistenti che, tra l’altro, non sembrano facilmente quantificabili.
Senza la costruzione di un nuovo edificio scolastico, che dovrà essere edificato nelle nuove zone di espansione del paese, gli alunni dell’eventuale nuovo Istituto Comprensivo svolgerebbero le loro attività scolastiche in locali inadeguati, ricavati da aule già esistenti e togliendo spazi anche agli alunni dei livelli di scuola già esistenti.
Un’altra possibilità sarebbe quella che le classi restassero dove già svolgono la loro vita scolastica, cambiando, per così dire, ‘etichetta’. A nessuno sfugge la complessità di una tale soluzione. Questa è la difficile situazione in cui ci troviamo in questo momento”.
Alla luce di queste novità, qual è il futuro degli istituti scolastici del paese?
“La posizione dell’Amministrazione è stata quella di cercare di ottenere una deroga per la nostra particolare situazione, per evitare anche l’unificazione in un’unica Istituzione Scolastica delle due scuole esistenti (che, comunque, nell’impossibilità di ottenere una deroga, a nostro parere, sembrava il male minore) ed anche per evitare che il 205° Circolo venisse unito ad un’Istituzione Scolastica di un altro Comune.
Nelle situazioni difficili è arduo mantenere i nervi saldi, ma ci riusciremo e metteremo in atto la soluzione più opportuna per gli alunni, i genitori, i lavoratori della scuola, considerati in quest’ordine di priorità. Per ottenere tale risultato, ci impegneremo affinché le richieste della nostra Amministrazione siano ascoltate e recepite dagli Enti di livello superiore a cui spetta la decisione finale”.