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Presentato il nuovo piano raccolta rifiuti. Incarico affidato alla società CNS

19/02/2011

di redazione

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Tutto da rifare. O quasi. È questo l’intento della Giunta di Anguillara, guidata dal sindaco facente funzioni Stefano Paolessi, esplicitato durante l’incontro di presentazione del nuovo piano rifiuti tenutosi questa mattina nei locali dell’ex Consorzio Agrario. Dunque il paese che per primo (insieme a Ciampino), con il supporto della Provincia di Roma aveva adottato la raccolta differenziata “spinta” del porta a porta azzera quanto fatto fino a oggi. E mentre molti altri comuni del comprensorio sabatino adottano il porta a porta, Anguillara fa un passo indietro e “ricomincia da tre”.

Tre sono le zone in cui verrà divisa la cittadina. La zona A (centro storico e zone limitrofe), in cui la raccolta sarà esclusivamente domiciliare. La zona B (Residenza Claudia, Poggio dei Pini, la Stazione e zone limitrofe) (per i dettagli sulle zone scorri la pagina) in cui saranno porta a porta l’organico, l’indifferenziato, gli sfalci e gli ingombranti, mentre la restante parte andrà smaltita nei cassonetti di prossimità. La zona C (Vigna di Valle, Barattoli, Falconeto, Pontone dell’Elce e altre) in cui a domicilio verranno raccolti solo gli ingombranti, tutto il resto verrà gestito con i cassonetti su strada e per l’organico si incentiverà l’uso delle compostiere.
Il progetto messo in piedi dalla società CNS (Consorzio Nazionale Servizi) di Bologna, che si è aggiudicata l’appalto per la gestione del ciclo rifiuti per nove anni con un’offerta di 2 milioni 616mila euro annui (ma il contratto ancora non è stato firmato), riprende dunque quanto già l’amministrazione Pizzigallo si proponeva di fare all’atto del suo insediamento quasi due anni fa. Tornare a differenziare con i cassonetti per abbattere i costi del porta a porta. Costi che, stando a quanto dichiarato da Paolessi durante l’incontro, dovrebbero portare un risparmio annuo di circa 498mila euro. Ai 2 milioni e 616mila del bando vanno aggiunti infatti anche i costi di conferimento in discarica che si attesterebbero intorno ai 420mila euro, per un costo complessivo del ciclo rifiuti di 3 milioni 41mila euro circa. Lontano appunto quasi 500 mila euro dai 3 milioni e mezzo che si spenderebbero oggi.

Tutto questo però ammesso che, come da obiettivi dichiarati sia dall’amministrazione che dalla CNS, entro il 2012 si arrivi al 65% di raccolta differenziata, primo per non incappare nelle sanzioni previste dalla legge, poi per non avere dei costi di smaltimento a Cupinoro più alti di quelli stimati.
Tra le novità proposte dalla CNS, il cui progetto presenta sicuramente migliorie rispetto all’attuale dal punto di vista organizzativo-gestionale e della metodologia, la realizzazione (già in atto) della nuova isola ecologica con tanto di telecamere per la videosorveglianza, tre zone (ancora da individuare) dove verranno collocati mini-impianti per il compostaggio collettivo, la consegna di nuovi contenitori per la differenziata dotati del famoso chip elettronico che dovrebbe consentire poi il passaggio dalla tassa alla tariffa, l’incremento della frequenza della raccolta dell’umido. Tutto questo già a partire dai prossimi mesi. Il primo marzo la società di Bologna dovrebbe partire con l’attività e, dopo un periodo di transizione, quanto ora scritto su carta dovrebbe diventare realtà. Il tempo, che notoriamente è galantuomo, ci dirà come sono andate le cose.


ZONA A (5.706 abitanti, 2.547 famiglie): Centro storico, San Francesco, Santo Stefano, Monte Le Forche, Lungolago, Campo La Noce, Monte Pendola, Boricella, Mola Vecchia e zone limitrofe

ZONA B (8.264 abitanti, 3.040 famiglie): Prato Michele, Residenza Claudia, Poggio dei Pini, Marchione, Colle Biadaro, Stazione, Campo Marinaro e zone limitrofe

ZONA C (4.114 abitanti, 1.547 famiglie): Vigna di Valle, Barattoli, Le Pantane, I Grassi, Falconeto, Le Cerque, Martignano, Vignali, Sorti Lunghi, Colle Sabazio, Ponton dell’Elce, La Riccia, Albucceto e zone limitrofe