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Il Consiglio comunale approva il bilancio 2011

12/09/2011

di Daniele Coltrinari

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Lo scorso 9 settembre è stato approvato il bilancio annuale del 2011, durante un Consiglio comunale a tratti grottesco. Durante la seduta, il consigliere Pdl Stefano Paolessi chiede di inserire all’odg (ordine del giorno), un argomento relativo alle video riprese. Non avendo però rispettato i termini di legge per la presentazione, la richiesta viene respinta. Lo stesso consigliere Pdl di minoranza chiede quindi il ritiro dall’odg, dell’unico punto previsto in giornata, riguardante l’approvazione del bilancio. Paolessi afferma che trattandosi di una convocazione “ex novo”, essa doveva essere accompagnata dai dovuti allegati e che il bilancio è incompleto perché privo della documentazione relativa all’addizionale Irpef e del nuovo piano di fabbisogno del personale. Si votano quindi velocemente la serie di pregiudiziali del consigliere Paolessi, che vengono tutte respinte.
A questo punto il sindaco Francesco Pizzorno presenta la sua relazione, rimarcando la solerzia e il rigore con il quale è stato svolto il lavoro. E qui comincia la “farsa” degli emendamenti: sono 28 quelli presentati dall’Udc, senza nessun consigliere del partito centrista in aula, mentre il Pdl anguillarino ne presenta 17. Non ne passerà nessuno e alla fine il consigliere Paolessi ne ritirerà alcuni, abbreviando di fatto i tempi del Consiglio comunale.
Prima dell’approvazione del bilancio da parte della maggioranza, il consigliere Christian Calabrese, lista civica “Per Anguillara”, legge una dichiarazione del suo voto contrario in aula, definendo il bilancio privo di contenuti, non individuando quindi alcuna soluzione costruttiva. Approvato il bilancio di previsione annuale, i problemi rimangono: resta infatti il rischio di veder arrivare ad Anguillara un “commissario ad acta”, per seguire alcune vicende riguardo degli espropri di alcuni terreni su cui sono state costruite in passato le case popolari. In una condizione così difficile per il paese, la politica dovrebbe fare un salto di qualità, abbandonano la propaganda di parte, trovando soluzioni condivise per il bene comune dei cittadini.