22/12/2011
di redazione
L’assessore all’Urbanistica, edilizia privata e patrimonio di Anguillara, Silvio Bianchini, replica alle accuse lanciate su alcuni giornali locali da parte di esponenti dell’Udc locale, riguardo le concessioni per l’apertura di nuove cave.
In particolare, Bianchini chiarisce che l’unico Ente preposto a rilascio delle concessioni per l’apertura di nuove cave è la Regione Lazio e, nello specifico, l’assessorato alle Attività Produttive.
“Per quanto riguarda la conferenza dei servizi tenutasi l’11 dicembre presso la Provincia – spiega Bianchini – fatta annullare da questa amministrazione , riguardava soltanto il procedimento per l’autorizzazione dell’impianto di frantumazione del materiale estratto nella cava ed esattamente le emissioni delle polveri”.
“Vorrei dire inoltre – continua Bianchini – che già nella conferenza dei servizi del 9 luglio (convocata dalla Regione), relativa sempre al rilascio dell’autorizzazione alla Società McCubo, la nostra Amministrazione aveva chiaramente espresso la sua contrarietà all’apertura della nuova cava, motivandola anche come interferente con la variante al Piano Regolatore e pertanto ancora molto più impattante delle altre cave dell’area. La nostra Amministrazione, oltre ad essere molto attenta a cosa sta succedendo, è particolarmente attenta alla questione ambientale e alle possibili problematiche che il sito potrebbe comportare, vista la scellerata politica dei rifiuti portata avanti dal Comune di Roma e di cui i paesi di Riano e Corcolle – San Vittorino pagheranno le conseguenze. Proprio per questo motivo, stiamo verificando la possibilità di non rilasciare ulteriori proroghe ad una delle cave storiche del territorio, salvo quanto necessario per terminare lo sfruttamento e portare a ripristino l’intera area assegnatagli circa 25 anni fa, al fine di non lasciare un territorio appetibile per future discariche.
Questa ipotesi, comunque, è divenuta ancora più ardua per i Comuni, in quanto la legge che regola le attività estrattive è stata modificata, con la Legge Regionale 18 luglio 2011 n.7 , apportando modifiche sostanziali e in particolare sulle proroghe da concedere alle attività estrattive.
In conclusione, se l’UDC locale deve diffidare qualcuno sulle decisioni da prendere e sul controllo del proliferare di nuove cave, lo faccia direttamente con la Regione Lazio, attivandosi presso i loro referenti politici, presenti nel Governo Polverini”.