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Corruzione e grey economy: conferenza in biblioteca

25/11/2011

di Valeria Riccioni

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Può la trasparenza istituzionale condizionare la competitività di un Paese? È questa la domanda alla quale hanno cercato di rispondere l’ingegner Paolo Caserta e la professoressa Carla Rossi –rappresentante del Parlamento europeo nel consiglio di amministrazione dell’Osservatorio sulle droghe e tossicodipendenza di Lisbona.
I risultati del loro studio sono stati presentati questo pomeriggio alla biblioteca comunale “Angela Zucconi” di Anguillara. I dati emersi sono sorprendenti: le classifiche relative alla trasparenza delle istituzioni – elaborate dalla corporazione Transaprency International – e quella sulla competitività dei paesi – del World Economic Forum, combaciano. La sorpresa, anche a livello europeo dove la ricerca è stata presentata, è che tra le due variabili esiste una correlazione diretta. Gli studiosi sono andati oltre, rilevando una dipendenza tra corruzione e grey economy (economia “grigia” che nasce da profitti illeciti, riciclaggio in poche parole). Confrontando la mappa dei paesi più corrotti con quella del traffico di droga, è emerso che le rotte della droga coincidono con il prospetto dei paesi con alti valori di corruzione. L’ingegner Caserta, inoltre, precisa che “nonostante l’Italia abbia fatto una pessima figura entrando nei primi posti di paesi più corrotti, il suo Pil è ad un livello ancora rispettabile. Questo perché il 10-15% del Pil italiano è generato da attività legali messe in piedi dal riciclaggio del denaro sporco. Ciò dà alla criminalità organizzata un grande potere corruttivo, indebolendo le istituzioni. La competitività, dunque, diminuisce, la disoccupazione aumenta e così, ancora, la corruzione cresce”.
Precisazione dati – ing. Paolo Caserta