28/03/2011
di Valentina Maurizi
Acqua non potabile e tassa sui passi carrabili. Questi sono stati gli argomenti affrontati sabato 26 marzo durante l’assemblea straordinaria convocata dal Comitato di Quartiere presso la palestra di Ponton dell’Elce in via delle Palme. Sentimenti di indignazione e malcontento da parte della cittadinanza hanno accompagnato tutta la discussione, sia per la mancata presenza del sindaco f.f. Stefano Paolessi, sia perche l’amministrazione comunale non ha assolutamente informato i cittadini in modo tempestivo e adeguato della presenza di oltre 20 mg per litro dell’arsenico nelle acque.
E’ passato più di un mese da quando è scattato il divieto di bere l’acqua e di usarla a fini alimentari ma i cittadini, non essendo venuti a conoscenza tempestivamente dell’ordinanza, hanno continuato a usarla normalmente. Intanto, a Ponton dell’Elce l’amministrazione si è adoperata nell’installazione di sei fontanelle la cui acqua è dearsenificata e defluorata mediante l’impianto ad osmosi predisposto presso il serbatoio idrico, ma è una soluzione che non convince comunque i cittadini perché non hanno più fiducia nel Comune e vogliono prove certificate dall’Asl sulla sicurezza dell’acqua. Nel mentre, l’assemblea ha stabilito di rivolgersi al Codacons per avviare un’azione giudiziaria collettiva entro il 20 aprile, termine ultimo per l’iscrizione. Durante la discussione è intervenuto anche l’ex sindaco Antonio Pizzigallo: “Il problema dell’arsenico e del fluoro era in via di evidenziazione anche quando ero in carica io, ma non si superavano ancora i livelli posti dalla Comunità Europea. Si erano valutate diverse soluzioni fra cui l’osmosi inversa ma a lungo non risolveva il problema poiché l’acqua non riusciva a raggiungere così tutte le case. Per questo si stava discutendo di un rifacimento dell’impianto di Ponton dell’Elce e di Colle Sabazio, come unica soluzione adeguata”. Clima acceso anche quando si è toccato l’argomento tassa sui passi carrabili. “Come facciamo ad avere i passi carrabili se non abbiamo neanche i marciapiedi e perché solo alcuni hanno ricevuto questa ingiunzione di pagamento?”. Una domanda cui, come tante altre, gli abitanti di Ponton dell’Elce pretendono al più presto una risposta.