11/03/2011
di redazione
Sarà ufficiale solo tra qualche giorno. Colui che fino ad oggi era stato sempre il “vice” o, al massimo, come negli ultimi mesi, il “facente funzioni”, sarà formalmente il candidato sindaco del Pdl sabatino, che lo investirà di tanta “missione” nella cerimonia di apertura del suo comitato elettorale sabato 26 marzo.
Stefano Paolessi, 44enne, una vita in politica seguendo tutta la parabola della destra nazionale, dall’Msi ad An fino alla corte del Popolo della Libertà, e le evoluzioni, i contorcimenti e le bizze del centrodestra locale, arriva infine proprio lì dove da tempo ambiva ad essere. Non il secondo, non il più votato dopo il primo cittadino, non il vicesindaco o l’assessore di peso, ma il leader cui spettano le decisioni e che stabilisce chi fa cosa e come.
Ci aveva provato già, anche poco prima dell’ultima campagna elettorale, a puntare i piedi e far pesare la sua posizione, ma aveva sempre dovuto sottostare alle decisioni che venivano prese più in alto, dove l’appeal di Antonio Pizzigallo, il medico apprezzato e stimato da tanta parte del paese, esercitava il fascino che lo ha reso protagonista della politica ad Anguillara per quindici anni. Poi, il “caso” o l’avventatezza di una classe politica poco accorta ha voluto che il primo cittadino incappasse in una causa per incompatibilità i cui esiti ormai tutti conoscono. E così, il “secondo cittadino”, il vicesindaco, si è trovato in mano le redini della carrozza. E non se l’è lasciate sfuggire. Ha amministrato e guidato la sua squadra senza remore, attirandosi anche l’ira funesta del suo ex sindaco, che lo ha accusato di avergli “usurpato il ruolo” e addirittura, nel 2004, di aver fatto campagna elettorale a favore del centrosinistra. Per tutta risposta, Paolessi ha espulso gli uomini di Pizzigallo dalla partita, ritirando le deleghe ai rappresentanti dell’Mpa che sedevano in Consiglio comunale. Tra i due, nonostante la lunga vita amministrativa condivisa, non c’è mai stato “amore” profondo e la ruggine, inesorabilmente, ha corroso l’incerta saldatura che li legava.
Ora dunque, a meno di clamorosi ritorni di fiamma, nella volata che porta alle elezioni Paolessi farà a meno di Pizzigallo e la legge della reciprocità, probabilmente, non è mai stata valida come in questo caso. Ma nonostante l’assenza pesante, i vertici Pdl sono con lui: da Giorgio Simeoni a Vincenzo Piso, passando per Aracri, Lollobrigida, Di Paolo, Cangemi e Leonardo Catarci, il 26 saranno (o dovrebbero essere) tutti presenti. Resta da chiarire, eventualmente, quali altre forze lo affiancheranno: la Destra di Andrea Piccioni e la neonata Fli sabatina? Sui manifesti affissi per il paese per ora figura solo il simbolo Pdl. Tuttavia, anche se la corsa verso il 15 maggio è cominciata ufficiosamente da un pezzo, la candidatura ufficiale di Paolessi certifica che chi vuole partecipare alla contesa non può più aspettare e perdersi in chiacchiere. Chi parte per primo, sullo scatto, ha già un discreto vantaggio. Sarebbe il caso di non concederne altri.