21/04/2011
di redazione
Alcuni indici lo dicevano da tempo e se n’è fatto un gran parlare da quando l’Unione Europea, a fine 2010, ha respinto la richiesta di deroghe dell’Italia rispetto al parametro arsenico per le acque destinate al consumo umano. Ora c’è l’ufficialità. In diverse zone di Anguillara (ma anche in molte altre del comprensorio sabatino) le concentrazioni di arsenico, cancerogeno di classe I, sono sopra la soglia dei 10 µg/l consentita dall’Ue. Lo certificano le analisi pubblicate a metà aprile dal Comune sabatino sul suo sito web, effettuate dall’Asl RmF su diversi campioni prelevati il 14 marzo in varie zone del paese.
Dai dati risulta che l’acqua di Colle Sabazio, quella di Colle Biadaro e quella di Ponton dell’Elce supera abbondantemente i 10 µg/l e sfiora i 30 nei primi due casi (rispettivamente 27 e 25 µg/l), fino a superarli nel terzo (31 µg/l). Ma non basta. Il Movimento civico Anguillara Bene Comune (ABC), che da tempo fa della potabilità dell’acqua un suo cavallo di battaglia, ha ottenuto anche i dati delle analisi fatte effettuare da un cittadino sempre dall’Azienda Sanitaria RmF nei primi tre mesi del 2011, in cui i valori vengono superati anche in via di Casal di Spanora (32 µg/l) e, seppur di poco, in via Verdi (13µg/l), dove l’acqua è miscelata con quella proveniente dal Peschiera.
Tuttavia, sul sito del Comune non si trovano solo le analisi dell’Asl, ma anche quelle effettuate da un laboratorio privato, il Labservice srl, i cui prelievi invece rientrano tutti nella norma con un 9,87 µg/l per l’acqua della cannella di via Pisa, 9,43 per quella di piazza del Comune, 4,94 per un rubinetto della stessa rete di Colle Sabazio i cui valori rilevati della Asl sono ben diversi. Dunque, una situazione eterogenea sulla quale occorrerebbe un’informazione mirata e trasparente quartiere per quartiere, se non addirittura fontanella per fontanella.
E proprio questo hanno lamentato da mesi associazioni, movimenti come ABC o ImmaginAnguillara e partiti politici come Sel che hanno imputato all’amministrazione scarsa o inesistente comunicazione in merito. “Invitiamo l’amministrazione a divulgare estesamente – ha fatto sapere ABC in un comunicato stampa – e a proseguire nel pubblicizzare i dati mensilmente, e a informare sul piano di intervento, promesso per la fine del mese. Ribadiamo la proposta di costituire un comitato cittadino per l’acqua che interloquisca con il Comune e la Regione per accedere alle informazioni e per verificare con costanza la realizzazione dei lavori”.
Punta il dito contro l’amministrazione anche Francesco Pizzorno, candidato sindaco del centrosinistra e consigliere comunale uscente: “I cittadini dovrebbero chiedersi perché non siano stati resi pubblici prima i dati relativi alla reale situazione della potabilità dell’acqua. Tale mancanza di informazione, unita all’inerzia dell’amministrazione, ha negato a ogni cittadino la possibilità di difendersi prendendo autonomamente tutti quegli accorgimenti volti alla tutela della propria salute. I cittadini dovrebbero chiedersi, infine, perché questa amministrazione non abbia posto in essere alcuna iniziativa nei confronti della Regione Lazio per diffidarla ai sensi di legge ad intraprendere tutte quelle azioni di competenza regionale volte alla salvaguardia della loro salute”.