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Un film in memoria di Paolo Borsellino

15/07/2011

di redazione

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Continua il progetto incentrato sui temi della legalità del Movimento Civico Anguillara Bene Comune (ABC) in collaborazione con il Gruppo di Acquisto Attivanguillara Gas. Si tratta di una sorta di antiracket culturale, intitolato “Contro la mafia con il carrello della spesa”, che coinvolge registi, autori e attori, testimoni del nostro tempo che, con il loro esempio di lotta all’illegalità e di resistenza alla criminalità mafiosa, stimolano a intraprendere una azione antimafia dal basso, sostenuta da piccoli ma non meno efficaci gesti quotidiani.
Articolato in una serie di incontri a ingresso gratuito, e avviato con la proiezione del docufilm dedicato alla figura di Libero Grassi, Libero Nel Nome, del regista Pietro Durante, il programma di ha inoltre visto la presentazione del libro La Spesa a Pizzo Zero di Francesca Forno e la proiezione del docufilm Storie di Resistenza quotidiana di Paolo Maselli e Daniela Gambino. Poil 9 maggio, la veglia “Facciamo ancora 100 passi” per ricordare Peppino Impastato, e a giugno con i ragazzi del Comitato Addio Pizzo i giochi con i bambini a piazza del Molo e la proiezione del cartone animato Giovanni e Paolo e il Mistero dei Pupi.
Ora il progetto prosegue. Il prossimo 19 luglio sarà la ricorrenza del 19° anniversario della strage di via D’Amelio, in cui Paolo Borsellino e la sua scorta furono uccisi. Il giorno successivo (20 luglio), l’azione di antiracket culturale fa un altro passo avanti con la proiezione del film Io ricordo della Fondazione Progetto Legalità, in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia, nell’Arena presso lo spazio adiacente la Scuola San Francesco.
Il film, liberamente tratto dal libro di Luigi Garlando Per questo mi chiamo Giovanni, edito da Fabbri Rcs e da La memoria ritrovata. Storie delle vittime di mafia raccontate dalle scuole, Palumbo Editori, è stato prodotto in modo indipendente e sostenuto economicamente anche da cittadini che condividono il lavoro della Fondazione.
“Crediamo, dopo gli ultimi eventi di cronaca di stampo mafiosi avvenuti nel Lazio – scrive ABC – che si debba agire e sensibilizzare e ricordare in modo incisivo che la cultura mafiosa non è solo un problema del Sud ma radicato su tutto il territorio nazionale e che ognuno di noi ha la responsabilità attraverso il ricordo e i piccoli gesti quotidiani di opporsi a questa sub cultura e sistema di violenza”.