03/08/2011
di redazione
E’ stato firmato solo ieri dalla presidente Renata Polverini il decreto di promulgazione del calendario venatorio per la stagione 2011-2012 e già le polemiche impazzano.
“La stagione venatoria ufficiale – ha dichiarato l’assessore alle Politiche Agricole e Valorizzazione dei Prodotti Locali, Angela Birindelli – inizierà il 18 settembre 2011 e si concluderà il 30 gennaio 2012. La Regione Lazio, nel redigere il calendario, ha prestato la massima attenzione alle esigenze del mondo venatorio, pur tutelando e rispettando l’ambiente. Il calendario è stato concertato con il Comitato Tecnico Venatorio alla presenza delle associazioni Enalcaccia, Federcaccia, Anuu migraturisti, Anlc e Lega ambiente Lazio. Il nostro obiettivo è quello di salvaguardare la fauna della nostra regione e il naturale ciclo di riproduzione delle specie e al contempo garantire l’attività dei cacciatori. Il calendario accoglie, nei limiti previsti dalla normativa vigente, le proposte emerse durante gli incontri avvenuti tra l’amministrazione regionale e le associazioni di categoria”.
“Ma quale tutela e rispetto dell’ambiente, con il nuovo calendario venatorio la Regione ha tenuto solo conto delle eccessive richieste dei cacciatori con un’infinità di assurde deroghe – ha affermato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio -. Va bene che è un organo consultivo, ma nelle riunioni del comitato tecnico faunistico abbiamo solo perso tempo altro che concertato, il dialogo è stato sempre su un livello molto basso e poi l’assessore ha deciso accogliendo in tutto e per tutto le richieste del mondo venatorio”.
Nel calendario il periodo di caccia, rispetto all’anno scorso, è stato prolungato: nel 2011/2012 si potrà cacciare dal 18 settembre al 30 gennaio, con ben 10 giorni in più rispetto all’anno scorso. Ciò significa che specie come i tordi, la beccaccia e la starna, potranno essere cacciate fino al 30 gennaio, anziché fino al 20 gennaio come consigliato dall’Ispra e chiesto da Legambiente, e come inizialmente previsto dal calendario venatorio dello scorso anno.
“Viene messo a serio rischio il naturale ciclo di riproduzione di specie come i tordi, che arrivano nel nostro paese proprio a fine gennaio – ha sottolineato la Avenali -. Il calendario approvato mette assieme le numerose deroghe decise in corsa lo scorso anno, in barba alle osservazioni e richieste di Legambiente, ai pareri dell’Ispra e pure, politicamente ancor più grave, al lavoro svolto nel tavolo nazionale della Conferenza Stato-Regioni che aveva visto la partecipazione di diversi soggetti che erano riusciti ad arrivare a un punto di condivisione. È difficile dialogare in questo modo, dalla Regione ci saremmo attesi maggiore attenzione ed equilibrio, piuttosto che prestare solo ‘la massima attenzione alle esigenze del mondo venatorio’. A questo punto, valuteremo se ci sono gli estremi per agire per vie legali”.
Dal 18 di settembre si potranno cacciare il Coniglio selvatico, il Fagiano, il Merlo, la Quaglia, la Tortora, l’Alzavola, il Beccaccino, la Canapiglia, il Codone, il Fischione, la Folaga, il Frullino, la Gallinella d’acqua, il Germano reale, la Marzaiola, il Mestolone, la Moretta, il Moriglione, la Pavoncella, il Porciglione, la Volpe e la Lepre. Dal primo di ottobre l’Allodola, la Beccaccia, il Cesena, il Colombaccio, la Cornacchia grigia, la Gazza, la Ghiandaia, il Tordo bottaccio, il Tordo sassello e la Starna. Il cinghiale si potrà cacciare dal 2 novembre al 30 gennaio.