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Emergenza rifiuti: Legambiente e Sel dicono no a nuove discariche

10/10/2011

di redazione

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La decisione del prefetto Pecoraro, nella sua veste di commissario straordinario per l’emergenza rifiuti nel Lazio, di spostare l’immondizia della Capitale al di fuori di Roma, in un piccolo Comune come Riano, e in piccola parte forse in un’area a Corcolle nell’VIII Municipio, ha suscitato polemiche e reazioni nel mondo ambientalista e in quello politico.

“No a queste inutili discariche senza un nuovo piano per la riduzione, il riuso e la differenziata – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio -. E’ assurdo scegliere nuovi siti per seppellire i rifiuti al di fuori di un piano complessivo per la gestione. E farlo pure con i poteri commissariali, con l’occupazione d’urgenza, e in barba alle richieste dei cittadini e dei comitati civici. Meno male che il Prefetto e la Presidente Polverini avevano detto che avrebbero gestito il piano ascoltando i cittadini: nessuno ha mai ascoltato nessuno. Altro che nuova stagione, siamo alle solita ricetta delle discariche che da decenni ci propugnano come unica soluzione, mentre tutti si muovono in direzioni diverse fuori dal Lazio.”

Le due discariche dovranno essere attive per 36 mesi, ma non basteranno ovviamente, anzi si prevede già di realizzarne un’altra, l’ennesima, stavolta a Pizzo del Prete, a Palidoro, dove sorgerà anche un impianto di trattamento meccanico biologico. Quadro Alto, costituita da sette cave di tufo, potrà contenere per la prima fase fino a 2 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti, mentre Corcolle sarà in grado di ospitarne 1 milione e 100mila. Le due aree individuate per ospitare i rifiuti della Capitale dopo la chiusura forzata di Malagrotta entro il 31 dicembre prossimo, addirittura in 15 giorni potranno vedere bandita la gara per l’affidamento dei lavori.

“Una decisione scellerata e indecente frutto della volontà del Sindaco Alemanno di scaricare l’incapacità di gestire i rifiuti della Capitale fuori dal territorio del Comune di Roma – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. AMA e Prefetto litigano sulle cifre della differenziata ma Roma con un vero porta a porta non avrebbe bisogno di nuove discariche di questa natura. Senza nuovo programma virtuoso delle 5mila tonnellate che andranno negli impianti di trattamento, oltre 3mila continueranno ad andare in discarica. A riempire buchi in queste condizioni ci vuole poco, quei siti saranno in tutto e per tutto delle nuove Malagrotta. Chiediamo subito l’apertura di un tavolo d’emergenza in cui associazioni, comitati e cittadini delle zone interessate possano dire il proprio parere su una decisione così importante che riguarda il proprio territorio”.


Sulla stessa linea anche Giancarlo Torricelli, segretario di Sinistra Ecologia e Libertà per l’Area Metropolitana di Roma: “Le localizzazioni delle discariche presentate oggi dal Prefetto a partire da quella di Riano sono da scongiurare, poiché da quello che è emerso si tratterebbe di un piano dalle sembianze di una Malagrotta Bis, che uccide la raccolta differenziata e le economie dei territori. E’ bene che la Presidente Polverini si assuma le sue responsabilità, senza nascondersi dietro al ruolo del Prefetto, poiché è dalla Regione che, colpevolmente, non sono mai arrivate le risorse necessarie per guardare avanti e non ripetere esperienze come quella di Malagrotta, dannose per i territori coinvolti, sia da un punto di vista ambientale che da quello economico. Pensare un nuovo sito di tal quale non ha alcuna progettualità positiva e non va nella direzione di una gestione dei rifiuti che punti alla riduzione e al riciclo. Al contrario può solo che deprimere l’intero tessuto produttivo dei territori coinvolti”.
Posizione confermata anche dalle parole dei consiglieri regionali Sel Filiberto Zaratti e Luigi Nieri: “Siamo alle prese con una giunta regionale che ha deciso di commissariare la gestione dei rifiuti e delegare ad altri la realizzazione di nuove discariche, abbandonando le politiche virtuose della raccolta differenziata, del riciclo e del riuso. Con il commissariamento la presidente Polverini ha rinunciato di fatto a prendere decisioni e fare scelte che rientrano nei doveri e nelle prerogative di un presidente della regione. Un fatto aggravato dall’assenza, ancora oggi, di un Piano rifiuti in Consiglio regionale. Unica conseguenza concreta di questa assenza di gestione e decisioni sarà la realizzazione di altre due buche da riempire di rifiuti e una montagna di proteste delle comunità locali”. “Al prefetto Pecoraro – concludono Nieri e Zaratti – chiediamo infine rassicurazioni circa il pieno funzionamento degli impianti di trattamento dei rifiuti, perché sarebbe inaccettabile che nei due siti provvisori materiale tal quale”.