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Arsenico. Civita, attivi per aiutare i comuni sulla potabilità dell'acqua

10/03/2011

di redazione

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“La Provincia di Roma si è attivata prontamente per aiutare i Comuni ad affrontare i problemi, dovuti alle particolari condizioni idrogeologiche del nostro territorio, relativi alla presenza di arsenico nelle acque erogate” dichiara Michele Civita, assessore alle Politiche del Territorio e alla Tutela ambientale della Provincia di Roma, rispondendo all’interrogazione del vicepresidente del Consiglio provinciale, Sabatino Leonetti.
“Abbiamo richiesto formalmente alla Regione Lazio di attivare un tavolo tecnico con il Ministero dell’Ambiente – prosegue Civita – per gestire la fase transitoria in attesa della deroga dell’UE, mentre alle Asl, che hanno competenza in materia, di valutare la potabilità delle acque per fornire ai sindaci gli elementi utili ad informare i cittadini”.
“Per quanto riguarda, quindi, le nostre competenze in materia – ricorda l’assessore provinciale – ci siamo attivati con varie riunioni tecniche svolte dalla segreteria tecnico operativa e dal soggetto gestore Acea Ato 2 alla presenza della Asl competenti, per supportare i sindaci, che rappresentano l’autorità sanitaria locale, nelle indicazioni e informazioni da dare alla popolazione. Abbiamo dato, inoltre, indicazioni alla Sto e al soggetto gestore per affrontare e ridurre i disagi che stanno subendo i cittadini in questa fase di emergenza, che speriamo duri pochi mesi. Ricordiamo, inoltre, che il soggetto gestore dell’Ato 2 e il commissario delegato per l’emergenza idrica hanno messo in campo in questi ultimi anni investimenti pari a 200 milioni di euro – conclude l’assessore – che stanno dando i primi risultati per migliorare l’approvvigionamento idrico e la qualita’ delle acque. Tale piano di rientro ha già contribuito, infatti, ad abbassare i livelli di concentrazione dell’arsenico nelle acque da 50 microgrammi per litro a 20 microgrammi per litro in alcune aree limitate della Provincia che, grazie ai lavori e alle attività attualmente in corso, si abbasseranno gradualmente al di sotto dei limiti previsti a 10 microgrammi per litro”.