21/04/2011
di redazione
“Nell’assemblea degli azionisti dell’Ato 2, il Comune di Roma ha dato parere negativo e impedito che si approvasse la proposta dell’assessore al Bilancio della Provincia di Roma, Antonio Rosati, di destinare la metà dell’utile di esercizio di Acea Ato2, pari a quasi 59 milioni di euro, per investimenti nei Comuni dell’Ato. Così, mentre i sindaci sono costretti ad affrontare emergenze, come il superamento dei livelli di arsenico nell’acqua, il Comune di Roma nega risorse per i cittadini di questi Comuni”. E’ quanto dichiara il presidente della Commissione Attività Produttive della Provincia di Roma Paolo Bianchini che prosegue: “Se fosse stata accolta la proposta dell’assessore Rosati, oltre 29 milioni di euro sarebbero potuti essere utilizzati per interventi a Roma e nei Comuni della provincia che non possono essere lasciati soli di fronte ad un problema la cui soluzione richiede ingenti investimenti. Con quei soldi si sarebbero ad esempio, potuti realizzare 10 impianti per far rientrare nella norma i livelli di arsenico. Ancora una volta – conclude Bianchini – la Giunta Alemanno dà dimostrazione di come intenda la relazione tra Roma e gli altri comuni; un rapporto di sfruttamento nel quale la città sottrae risorse e scarica i problemi”.