LAGONE

Intitolato al compianto Alessandro Baroni il circolo del Pd

novembre 09
00:00 2011

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Un uomo “di” Bracciano impresso nel nome del circolo del Pd della cittadina. I compagni e gli amici di una vita hanno voluto rendere omaggio ad Alessandro Baroni, scomparso nell’agosto scorso, senza riconoscimenti retorici ma con un semplice gesto motivato dall’ammirazione incondizionata per una figura cardine della società braccianese. Lo spiega il sindaco Giuliano Sala, dichiarando come intestare la sede locale del Pd al compianto Baroni sia stata l’espressione “di una volontà unanime del direttivo”. Sala si definisce “molto contento di questa scelta, funzionale soprattutto al grande impegno come amministratore che Sandro ha profuso in qualità di assessore all’Urbanistica del Comune, incarico ricoperto dal 1994 al 2002, periodo nel quale è stato redatto un nuovo Prg, approvato poi dalla Regione Lazio a dicembre 2009. Inoltre Sandro ha dedicato a questo territorio il suo grande impegno ideale di uomo di sinistra, pragmatico e impegnato, che ha portato alla trasformazione del Pci prima in Pds poi in Ds e in ultimo alla grande scelta del Partito Democratico”. Un uomo sempre immerso nella realtà quotidiana, mai sopra le righe, che non svicolava i problemi e sapeva evitare con eleganza i toni volgari della politica. Lo rammenta così anche il segretario del Pd di Bracciano, Pietro Daminato. “Domenica 30 ottobre abbiamo ricordato la figura di Sandro Baroni intitolandogli la sede del Circolo PD. Abbiamo compiuto questa scelta – afferma Daminato – per l’affetto, la stima e l’amicizia che ci legava a Sandro, ma non solo per questo: Sandro Baroni è stato un uomo pubblico che ha dedicato una parte importante della sua vita per il bene della comunità. Egli infatti nel mondo del lavoro è stato un dirigente della CGIL, un valente e apprezzato amministratore come assessore nella Giunta Sala e successivamente consigliere di opposizione, è stato un fondatore e un militante del PD di Bracciano e da ultimo è stato presidente della Bracciano Ambiente. Sandro ha ricoperto questi incarichi con uno stile di lavoro che si distingueva per sobrietà e concretezza, non concedeva mai nulla alla retorica privilegiando sempre il merito delle questioni. Sandro non era un interlocutore comodo, poiché nel confronto dialettico ti costringeva sempre a fare i conti con l’essenza delle cose, senza mai far ricorso alla demagogia e al populismo. Queste sue caratteristiche ci mancheranno molto, specie in un tempo come questo dove spesso l’interesse personale viene prima dell’interesse pubblico”.

Fonte/Autore: Sarah Panatta

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