L'agone

Intervista a Edoardo Stacul sulla bonifica alla Solfatara di Manziana

settembre 30
00:00 2010

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Intervista a Edoardo Stacul, tecnico progettista per gli interventi di bonifica
del sito della ​’Solfatara’ a Manziana

*Una delle azioni previste dal Life Natura ​’Monti della Tolfa’ è, a Manziana, la riqualificazione del sito della Solfatara che, è bene ricordare, dopo essere stata oggetto di una concessione mineraria cinquantennale, con la successione di ben tre Società per lo sfruttamento della miniera, è stata abbandonata. Quali sono le cause del degrado dell​’area ?*

Le principali cause sono da ascriversi appunto alla precedente attività di estrazione mineraria e soprattutto alla cessazione incontrollata della stessa, senza che nessun soggetto si sia preso in carico la post gestione del sito.
Si sovrappone pertanto, ad una situazione di inquinamento legata ad un’attività produttiva di tipo industriale, una situazione di inquinamento secondario connessa all’abbandono delle unità di produzione e raffinazione del minerale e legata alla rete tecnologica a servizio degli impianti che nel tempo si è deteriorata ed è diventata una fonte ulteriore di contaminazione.

*Quali sono i materiali da rimuovere e da bonificare?*

Ad oggi le fonti note di contaminazione primaria sono principalmente i fusti ammalorati presenti nel capannone della ex mensa, unitamente ai trasformatori elettrici dismessi.
Le sostanze ivi contenute sono composti chimici di sintesi, di natura principalmente organica, oltre ai PCB’s, in italiano “policlorobifenili”. La probabile miscelazione di tali sostanze dovuta alla rottura dei fusti porta a inquadrare il rifiuto come pericoloso.

*La rottura dei fusti ha probabilmente determinato il percolamento dei composti in essi contenuti, allo stato attuale è possibile sapere a quale profondità siano arrivate tali sostanze?*

Non è noto se ed eventualmente a quale profondità è arrivato il percolamento della miscela, in quanto ciò si potrà valutare se la soletta di cemento presenta delle crepe o è rimasta intatta. Altro fattore da considerare è il comportamento idraulico della sostanza inquinante, dal momento che la viscosità del materiale e il grado di permeabilità del terreno possono influire significativamente sulla mobilità del contaminante nel sottosuolo. Proprio al fine di definire lo stato e la tipologia di contaminazione delle matrici ambientali interessate (terreno ed acque di falda) è prevista come azione prioritaria un’investigazione preliminare attraverso sondaggi e campionamenti ambientali mirati nelle zone dell’impianto con contaminazione nota.

*Una volta effettuate tali analisi, che tipo di interventi verranno messi in atto e in che modo?*

Siamo ancora in una fase di progettazione preliminare durante la quale si stanno riorganizzando i dati disponibili ed acquisendone altri di fondamentale importanza per l’avanzamento delle attività sia di progettazione che di intervento. Sicuramente la rimozione dei fusti ammalorati e dei trasformatori è da ritenersi azione prioritaria, in quanto eliminerà le fonti attive e primarie di contaminazione. A valle degli esiti delle indagini di caratterizzazione si potrà quantificare l’eventuale ulteriore azione di bonifica delle matrici ambientali ove realmente contaminate.

*Quanto tempo occorrerà per la realizzazione di tali interventi?*

Le attività di investigazione preliminare, una volta affidate, dureranno circa 30 giorni, al termine delle quali si potrà procedere alla successiva fase di progettazione definitiva ed esecutiva che, a seconda dei risultati acquisiti, potrà durare dai 30 ai 90 giorni.

*Nell’ambito del Life ​’Monti della Tolfa’ la riqualificazione della ​’Solfatara’ di Manziana è uno degli interventi che sta più a cuore della cittadinanza, dopo anni di abbandono e degrado. A seguito delle azioni previste dal progetto l​’area si potrà dire totalmente risanata?*

Gli interventi di bonifica previsti dal Life porteranno, salvo cause impreviste ed imprevedibili, alla eliminazione delle fonti primarie di contaminazione, ma allo stato attuale non è ancora noto in che termini l’eventuale contaminazione ha impattato sull’area. Bisogna inoltre considerare la presenza di materiali contenenti amianto in alcune strutture come ricoperture. Tali materiali, soprattutto quelli caduti a terra in pezzi a causa degli agenti atmosferici, dovranno sicuramente essere rimossi e messi in sicurezza. Senza quest’ulteriore azione non si potrà parlare di risanamento completo dell’area.

Fonte/Autore: Chiara Bernetti

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